Attenzione
«Caro Piero, un abbraccio da Pontedera»
Tanti i messaggi inviati all’imprenditore che vive a Dacca e ha perso alcuni amici nell’attentato
PONTEDERA. La famiglia di Piero Marianelli, l’imprenditore di 70 anni, di Pontedera che vive in Bangladesh e che nel massacro di Dacca ha perso cinque amici, è molto conosciuta a Pontedera.
La madre, ormai tanti anni fa, aveva un’azienda operante nel settore tessile e dell’abbigliamento, che per tanto tempo è stata sponsor di una società di volley negli anni Sessanta.
Il fratello, Nicola, è morto a 51 anni nel 2015. Tanti si erano uniti al dolore di questa famiglia. Lo stesso è successo in queste ultime ore, quando a Pontedera si è diffusa la notizia che l’imprenditore della Valdera per poco non si è trovato nel locale dove è avvenuta la strage. In tanti hanno cercato di mettersi in contatto con lui, di sapere come sta, anche solo per fargli sentire la propria vicinanza.
«Conosco Piero sin da piccolo ed ho molti ricordi di lui. Ieri sera in molti siamo stati in apprensione per Piero Marianelli che vive a Dacca in Bangladesh. Lui sta bene ma ha perso dei cari amici. Da Pontedera ti abbracciamo», gli ha scritto Cesare Andrisano. E, come lui, tanti pontederesi hanno cercato di mettersi in contatto con Marianelli attraverso i social media.
Gli hanno inviato messaggi anche solo per dirgli che erano felici di aver potuto leggere suoi post su Facebook.
«Non avevo coraggio di scriverti. Ora ho letto il tuo post e so che tu sei salvo anche se ferito nello spirito. Ti faccio tanti auguri per poter riacquistare serenità», gli scrive un’altra persona su Facebook.
«Quello che è successo mina la tua persona, tanti amici persi... sgozzati. Vedo le loro facce ed è impressionante pensare. Come è possibile digerire una cosa simile? Un pezzo di vita se ne andato ed anche la sicurezza del domani. Non so, sono nella nebbia o meglio nell'apatia, non riesco a pensare», ha scritto l’imprenditore il quale si è chiuso nella riservatezza del dolore che prova una persona che ha perso amici cari nell’orrore di un attentato terroristico che non trova alcuna spiegazione.
Tanti fatti di sangue fanno temere nuove offensive contro il mondo occidentale. Un nemico, il terrorismo, alimentato da fanatici, difficile da combattere anche per le varie forme con cui si organizza.
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