Il dolore
La strada che frana finisce in Tribunale
Il Comune pronto a fare causa per l’asfalto che cede
PONTEDERA. L’ultimo lotto della strada di patto, costato al Comune circa 800mila euro e chiuso al traffico su una carreggiata ormai dal 4 marzo scorso a causa dei cedimenti del fondo, potrebbe avere problemi di carattere strutturale. Questo tratto di strada è stato al centro di un’ulteriore verifica, dopo quelle che erano state eseguite da uno studio di professionisti prima del collaudo. I tempi per vedere riaperta l’arteria si allungano. Fino a quando non ci sarà l’accertamento tecnico disposto dal tribunale che di fatto serve a fotografare lo stato dei luoghi, i lavori non potranno partire.
A suonare il campanello d’allarme è stata la ditta Giuliani, che recentemente ha vinto l’appalto per ripristinare l’asfalto di alcune strade del territorio comunale a partire da quello della via di patto. Prima di partire con i lavori e conoscendo la storia della strada, l’imprenditore ha cercato di capire se stendere l’asfalto avrebbe risolto il problema o se sarebbe stato come passare un velo destinato ad avere una durata effimera.
Come è facile intuire, chi realizza i lavori rischia di restare scottato e di vedersi attribuire responsabilità che non ha. Coprire le buche non è sufficiente, la strada non regge sotto il continuo passaggio dei veicoli.
«La strada è stata oggetto di una verifica – ha detto il sindaco Simone Millozzi durante una conferenza stampa alla presenza dell’assessore Matteo Franconi e del dirigente comunale Massimo Parrini – Prima di dare il via ai lavori per la messa in sicurezza, la ditta che era stata incaricata ha voluto capire bene quelle che sono le condizioni dell’opera. Dalla documentazione che ci è stata consegnata si evince che nella realizzazione del sottofondo potrebbero esserci stati vizi occulti. Abbiamo quindi la possibilità di intraprendere un percorso legale per accertare eventuali responsabilità».
Il Comune - è stato detto - disponeva di indagini che evidenziavano la corretta esecuzione dei lavori e della portata della strada. Ora però si profila una verità diversa che aiuterebbe a comprendere come mai una via, inaugurata in tempi recenti, sia già degradata per ampi tratti. «Lo studio legale Carrozza farà i passi necessari per intraprendere un’istanza cautelare con un accertamento tecnico preventivo in modo da definire con certezza eventuali responsabilità da parte di chi ha finora certificato che la strada era stata realizzata in maniera adeguata e che poteva quindi essere collaudata», ha detto il sindaco, aggiungendo che, se da questo accertamento tecnico dovessero emergere anche responsabilità penali, non avrebbe «alcuna esitazione a portare tutto alla Procura». «Finalmente si riesce a capire qualcosa di questa storia. Se l’accertamento tecnico dovesse confermare i vizi occulti nella realizzazione del sottofondo stradale, siamo pronti ad estendere il controllo anche agli altri lotti e ad intraprendere un’azione legale per il risarcimento del danno».
Il sindaco ha spiegato che la strada è stata collaudata sulla base di quanto dichiarato dall’azienda appaltatrice dell’opera, oltre che da un tecnico che ha effettuato le prove di carico e certificato la corretta esecuzione dei lavori. Una volta superato il collaudo, era venuta meno la possibilità di incassare la fidejussione lasciata dall’azienda.
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