Lutto
Carismi: cessione delle sofferenze e tagli al personale
La banca procede a grandi passi verso l’aumento di capitale, ma rimane l’incognita del partner per l’aggregazione
SAN MINIATO. A grandi passi verso un aumento di capitale e un “matrimonio”. Con il partner che è la vera incognita: c’è qualcuno disposto ad accasarsi con la Cassa di Risparmio di San Miniato Spa? Nessuna risposta ufficiale, per ora. Soltanto voci che parlano di non meglio precisate realtà che avrebbero puntato i riflettori sul colle. È questa la situazione attraversata dalla storica banca, che ha chiuso il bilancio 2015 con un rosso di 67,6 milioni di euro e intorno a cui si sta giocando una partita delicatissima, destinata probabilmente a vivere una svolta entro pochi mesi.
Coefficienti patrimoniali. Il consiglio di amministrazione ha dato inizio al previsto iter autorizzativo del rafforzamento dei ratios, «che elimina - spiega una nota firmata dal presidente Alessandro Bandini, commercialista - le insufficienze patrimoniali evidenziate e, al fine di consentire l’intervento di investitori istituzionali o qualificati, ha escluso il diritto di prelazione sull’eventuale inoptato ai soci possessori di un numero pari o inferiore a diecimila azioni».
Aumento di capitale. Per capire il senso di ciò, bisogna fare un passo indietro e riandare all’ispezione della Banca d’Italia che è andata avanti dall’ottobre 2015 al gennaio 2016 e al termine della quale sono stati definitivi per la Cassa coefficienti patrimoniali minimi: 7% (Cet1), 8,5% (Tier1), 10,5% (Total Capital Ratio) comprensivi della riserva di conservazione del capitale. Al 31 dicembre scorso i coefficienti erano 7,49% (Cet1), 7,49% (Tier1) e 11,55% (Total Capital Ratio). Ebbene, per riportare l’indice Tier1 al di sopra del livello minimo richiesto dall’Autorità di vigilanza, l’assemblea straordinaria dei soci, tenutasi il 29 aprile scorso, ha deliberato la delega al cda «per l’aumento del capitale sociale in via scindibile e a pagamento fino all’importo massimo di 55 milioni mediante emissione di azioni da offrire in opzione agli azionisti, in proporzione alle azioni possedute ante l’aumento prospettato, e ai possessori del prestito obbligazionario “Carismi 5,25% 2014-2019 subordinato con facoltà di rimborso in azioni” ai sensi dell’articolo 2441 del codice civile». La banca «non procederà alla conversione di tale prestito».
[[atex:gelocal:il-tirreno:pontedera:cronaca:1.13392900:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pontedera/cronaca/2016/04/30/news/via-all-aumento-di-capitale-alla-cassa-di-san-miniato-1.13392900]]
L’aggregazione. La Cassa di Risparmio di San Miniato non può più rimanere single. Deve convolare a nozze. L’indicazione di Palazzo Koch è chiara, tanto che nel comunicato del presidente Bandini si spiega: «La Banca d’Italia ha chiesto al cda di procedere a una revisione del piano strategico 2016-2018/2020 che, coerentemente con le iniziative di rafforzamento patrimoniale, dovrà favorire una prospettiva aggregativa. Per tale motivo l’aumento di capitale dovrà essere destinato in via prevalente a investitori istituzionali o qualificati interessati a sostenere nuove sfide e a favorire percorsi aggregativi». Bankitalia «ha altresì evidenziato l’opportunità di rafforzare gli assetti organizzativi tesi a superare talune inefficienze strutturali, potenziare il sistema dei controlli interni e introdurre misure volte a migliorare la qualità del credito».
Piano industriale ed esodo del personale. Ebbene, viste le indicazioni arrivate dall’Autorità di vigilanza, il cda - informa il presidente Bandini - «ha aggiornato il piano industriale nel quale trovano declinazione iniziative già avviate quali la razionalizzazione degli sportelli o da realizzare nell’arco del piano tra le quali le più qualificanti sono rappresentate dall’attuazione di un piano esodo del personale, la cessione di una porzione rilevante del portafoglio crediti classificato a sofferenza e l’affidamento a primari operatori di mercato della gestione e del recupero di parte del portafoglio crediti deteriorato».
[[atex:gelocal:il-tirreno:pontedera:cronaca:1.12203729:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pontedera/cronaca/2015/10/04/news/mario-marinella-difendero-il-legame-della-cassa-di-san-miniato-con-il-nostro-territorio-1.12203729]]
Sistema dei controlli. Il consiglio di amministrazione ha pure «rafforzato l’impianto del sistema dei controlli attraverso la rivisitazione delle linee di reporting delle funzioni di controllo di secondo e terzo livello, il potenziamento degli organici e il rafforzamento delle metodologie adottate dalle stesse funzioni».
Monitoraggio della gestione. Il collegio sindacale «garantisce un attento monitoraggio delle attività gestorie e un costante stimolo all’adozione di criteri di conduzione coerenti con gli obiettivi». Inoltre «ha intensificato l’attività di controllo sull’attuazione delle misure correttive e sui processi della banca, focalizzando in particolare la propria attenzione su quelli attinenti al credito e ai servizi di investimento». Nel frattempo, per quanto riguarda il credito, «sono state intensificate - spiega il documento firmato da Bandini - le attività di controllo su posizioni deteriorate al fine di verificare possibili azioni di miglioramento nell’ambito del complessivo processo del credito, compresa la gestione delle garanzie. Per i servizi di investimento è stata anticipata la tempistica delle verifiche già prevista a piano dalle funzioni di controllo, al fine di apportare eventuali azioni migliorative».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
