Il Tirreno

Pontedera

«Stava sempre con lei la prendeva in braccio»

di Sabrina Chiellini
«Stava sempre con lei la prendeva in braccio»

Al processo che vede accusato di violenza sessuale un imprenditore di Ponsacco sentiti il nonno e i genitori della bambina. La madre scoppia in lacrime

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PONTEDERA. Il dramma per i genitori di una bambina comincia quando la lor figlia, un pomeriggio di due anni fa, al rientro da scuola, racconta di essere stata palpeggiata nelle parti intime da un amico di famiglia. La bambina - all’epoca aveva 10 anni - confida prima il suo segreto al nonno e a un’amica. A scuola nel frattempo viene fuori la storia di due video che la ritraggono mentre balla in camera da letto e così, forse anche nel timore di essere sgridata, finisce per raccontare il suo segreto.

È l’inizio di una complessa indagine che porta a giudizio per il reato di violenza sessuale aggravata, per il fatto di essere stata compiuta su una minore un professionista di 63 anni, residente a Ponsacco. L’uomo, difeso dall’avvocato Rolando Rossi di Pisa, respinge le accuse. I testimoni dell’accusa - il pm è Flavia Alemi - sentiti ieri mattina davanti al primo collegio penale (presieduto da Pietro Murano, giudici a latere Poggi e Mirani) dicono che l’uomo aveva un rapporto molto affettuoso con la figlia della coppia che frequentava anche per ragioni di lavoro, oppure incontrava in locali da ballo e ristoranti dove si organizzavano serate in musica. Lei usava sempre il cellulare dell’uomo e il suo tablet dove avrebbe visto giochi a sfondo sessuale. In un episodio in particolare, ricordato anche dalla madre della bambina poi scoppiata in lacrime, l’imputato avrebbe molestato la minorenne facendosi palpeggiare le parti intime al fine di ottenere una prestazione sessuale. All’epoca dei fatti la bambina aveva problemi di rendimento a scuola, si distraeva e le insegnanti - che saranno sentite in una delle prossime udienze e che sono state citate dalla difesa - avevano segnalato strani atteggiamenti dell’alunna i cui genitori al processo si sono costituiti parte civile e sono rappresentati dall’avvocato Ilaria Cozzi.

Entrambi i genitori all’inizio non volevano credere alla storia raccontata dalla figlia. A loro - così hanno detto - sembrava impossibile che l’uomo si fosse approfittato della bambina.

«Per noi lui era una persona di famiglia», hanno detto. Ricostruito anche un episodio in cui il professionista si era allontanato da una cena in quanto la compagna, descritta come una persona gelosa, lo aveva accusato di avere troppe attenzioni nei confronti della minorenne. «Devo andare via, mi dicono che sono un pedofilo», si era allontanato il professionista quella sera.

La polizia di Pontedera, che aveva seguito le indagini, aveva ricostruito i messaggi che la bambina e il 60enne si erano scambiati e aveva sequestrato un pc su cui è stato trovato materiale pedopornografico.

Il processo è stato aggiornato al 19 dicembre per finire di sentire i testimoni dell’accusa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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