Sicurezza
Gioca l'Italia, impegni e malanni di colpo spariscono... Il nostro tour
Pontedera: durante la gara tra azzurri e spagnoli, parcheggi liberi e strade vuote. Pochi in fila alla posta e negli studi medici
PONTEDERA. Là dove c’era un parcheggio pieno di auto, c’è un paesaggio desolato che sembra Marte. Idem all’incrocio ad altissima densità di traffico: si potrebbe giocare a pallone in mezzo alla strada. Ma certo: non c’è nessuno in giro, perché gioca l’Italia con la Spagna agli Europei di calcio. E tutti gli impegni e i malanni spariscono di colpo. Prendete gli studi medici del centro. Di solito il lunedì sono zeppi di donne e di uomini che accusano acciacchi vari e che chiedono impegnative per gli esami più disparati.
Strade deserte. E non solo...
Lunedì 27, però, erano quasi vuoti. Sala d’aspetto dello studio medico di via Verdi, dove ricevono ben quattro medici di base. Il dottor Roberto Bartaloni racconta: «Dalle 18,30 alle 19,10 ho visitato soltanto una persona, che è arrivata in ambulatorio tra il primo e il secondo tempo. L’effetto Italia si sente, eccome». Uno scenario simile all’ambulatorio di piazza Martiri della Libertà. Qui in un lunedì “normale”, ci sono circa 80 pazienti in attesa. E nel giorno di Italia-Spagna? Risposta scontata dalla segretaria: alle 18,05 lo studio era già deserto.
Le farmacie Lapucci, Ferretti e dottor Nanni parlano di un crollo di clienti, durante la gara dell’Italia, del 50-60%. A varcare la soglia d'ingresso, sono quasi esclusivamente donne. E alle poste, dove solitamente le file sono interminabili? L'ufficio di via Silvio Pellico, che chiude alle 19,05, alle 18,30 contava 30 persone a sedere col numero in mano, contro le 70-80 presenze tradizionali alla stessa ora, spiegano dagli uffici. Nota di merito, invece, alla persona che ieri rispondeva al numero delle emergenze del Comune di Pontedera. Dopo una prova a vuoto alle 18,30, pochi minuti dopo siamo stati richiamati.
Alle 18 è fuga dal pronto soccorso
Una pillola da buttare giù tutta d'un fiato. Non importa dove: in ufficio, sul divano di casa o al bar con gli amici. L'effetto è immediato e dura 95 minuti: ogni tipo di acciacco sparisce, come per magia. No, non è la descrizione di un farmaco di ultima generazione. Semplicemente, si tratta degli effetti miracolosi della partita della Nazionale. Perché quando gioca l'Italia, gioca l'Italia. Il resto non conta. E non è soltanto un modo dire. E per comprendere la situazione è bastato farsi un giro al pronto soccorso dell’ospedale Lotti: alcuni membri del personale del reparto di emergenza hanno spiegato che, intorno alle 18 nella sala d'attesa, fino a quel momento piena di uomini e donne, sono rimaste soltanto presenze femminili. Qualche tifoso azzurro, evidentemente, ha stretto i denti: “ma chissenefrega di quel doloretto, ora c'è la partita”. Qualcunaltro, invece, ha lasciato il peso dell'attesa sulle spalle della moglie: vado un attimo a prendermi un caffè amore, torno subito. E via con le braccia incrociate di fronte alla tv del bar più vicino. La pillola azzurra stravolge tutto e fa miracoli. Quella che toglie ogni male, per poco più di un'ora e mezza, cancellando la quotidianità e gli impegni di una città. E di una nazione intera. Potere del calcio.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
