Il Tirreno

Pontedera

«Degrado dietro al Duomo i proprietari intervengano»

«Degrado dietro al Duomo i proprietari intervengano»

La Lista civica ricorda come il crollo e l’abbandono dell’edificio siano in contrasto con il regolamento edilizio. «C’è un danno al Comune»

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PONTEDERA. Oggi scade la prima ordinanza che il Comune ha predisposto per chiedere ai proprietari, gli eredi della famiglia Leoncini, di mettere in sicurezza il vecchio magazzino abbandonato che si trova dietro al Duomo.

Dopo avere dichiarato, nei giorni successivi al crollo del tetto che aveva indotto il Comune a intervenire con un’ordinanza, di voler mettere in sicurezza l’edificio i proprietari non devono essersi trovati d’accordo sulle modalità con cui procedere. Il tetto resta franato, il degrado regna sovrano. Alla vigilia dello scadere dei tempi previsti nell’ordinanza, cioè 30 giorni, i proprietari dell’edificio hanno chiesto una sospensione dell’efficacia dell’ordinanza. Di quanti giorni? Non lo hanno indicato nella loro richiesta. Si affidano, cioè, a quello che vorrà fare il sindaco. «È chiaro che il Comune, se sarà costretto, interverrà e metterà in sicurezza l’edificio. Noi però vorremmo che la proprietà facesse la sua parte. Se questo non si verificherà anche se la procedura sarà lunga in quanto dobbiamo fare una variazione di bilancio non ci resta che andare in questa direzione», aveva spiegato nei giorni scorsi il sindaco, Simone Millozzi. Il primo cittadino non ha ancora deciso quanto tempo ancora concederà per intervenire. Il crollo del tetto impedisce l’utilizzo di una decina di posti auto a pagamento. C’è quindi anche un danno economico per la società che gestisce le aree di sosta.

«Riteniamo la situazione di pericolosità e degrado del palazzo e magazzino dietro al Duomo assolutamente intollerabile. Non si capisce perché, in ben altri momenti di floridezza dell’edilizia, non si sia mai riusciti a porre mano con un intervento di risanamento su un'area così ampia e centrale del nostro Comune», dice il capogruppo della lista civica Indipendente, Alessandro Puccinelli.

Oltre alla conclamata pericolosità del magazzino, «anche il palazzo meriterebbe ben altra vita rispetto allo stato di abbandono e, a sua volta, pericolosità dovuta al distacco di intonaci. Rispetto a quanto apprendiamo risulta incomprensibile anche la richiesta di proroga dei termini dell’ordinanza sindacale di messa in sicurezza dell’area. Ci chiediamo a fronte di quali motivazioni si chieda tale proroga su una questione fondamentale, la sicurezza dei luoghi pubblici, senza contare il disagio di sottrarre al parcheggio una porzione così abbondante di suolo pubblico». Il privato sostiene, così è stato spiegato dal Comune, che i tempi per le indagini tecniche si sono rivelati più lunghi del previsto. Ma ora è arrivato il momento di affrontare un problema che si trascina negli anni senza adeguate soluzioni. «Per quanto riguarda il decoro, abbiamo avuto modo di visionare anche il retro del palazzo, dove ovviamente la situazione non cambia, anzi se può è anche peggiore. A fronte di questo sopralluogo non possiamo che ritenere lo stato di abbandono assolutamente in contrasto con il regolamento edilizio unitario vigente, che prevede in capo ai proprietari il mantenimento del proprio edificio e ogni parte di esso in buono stato di conservazione, soprattutto per quanto riguarda la stabilità delle strutture e il decoro. Lasciamo, quindi, che l’amministrazione comunale valuti la situazione in maniera complessiva, cercando in ogni modo di pervenire al risultato della riqualificazione dell'area. Nel caso che la proprietà non persegua o non possa perseguire soluzioni per la messa in sicurezza, valutiamo positivamente la proposta dell'amministrazione di acquisizione gratuita al patrimonio pubblico», conclude Puccinelli.©RIPRODUZIONE RISERVATA

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