Il Tirreno

Pontedera

vestiti per donna AL POSTO DI GULP

Una scommessa nel segno dell’eleganza

PONTEDERA. Civico 25 non lascia, ma raddoppia. Anzi esagera, perché il negozio di piazza Cavour di abbigliamento per donne avrà un fratello maggiore, proprio in corso Matteotti. Si chiamerà Civico 99...

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PONTEDERA. Civico 25 non lascia, ma raddoppia. Anzi esagera, perché il negozio di piazza Cavour di abbigliamento per donne avrà un fratello maggiore, proprio in corso Matteotti. Si chiamerà Civico 99 e aprirà a settembre nel fondo in cui, fino a poco tempo fa, c’era Gulp, punto di riferimento per i vestiti destinati ai bambini. Con questo nuovo taglio del nastro, diventeranno cinque i punti vendita che fanno capo alla titolare Samanta Bagnoli: due a Pontedera, uno a Cascina (Numero 94) e due alla Maddalena, in Sardegna (Civici 49 ed Extra).

La strategia commerciale per i due negozi della città della Vespa vedrà, in quello di piazza Cavour linee di abbigliamento che sappiano ampliare il bacino d’utenza con prezzi leggermente più bassi di quelli attuali, con una qualità comunque elevata e un genere che attiri l’attenzione anche di una clientela più giovane. In quello di corso Matteotti, l’ex Gulp per intenderci, invece, la gamma di prodotti attualmente in vendita al Civico 25, ma con una maggiore offerta quantitativa.«È un bel passo - dice Samanta Bagnoli - ma credo che sia doveroso investire su Pontedera e in un settore importante come quello del commercio, che è sempre fatto da traino all’economia dell’intera Valdera». Saranno 180 metri quadrati di vendita di capi di abbigliamento con marche note e ricercate dal pubblico femminile, sempre attento alle proposte del mondo della moda».

Nuova vita, quindi, anche per un altro fondo storico del commercio pontederese che ha sempre avuto in Gulp un suo punto di riferimento. Questa nuova attività si promette ripeterne il successo provando a elevare di nuovo la qualità dei prodotti che ha sempre caratterizzato l’offerta commerciale della città, e di corso Matteotti in particolare, che attirava clienti non solo da Pontedera ma anche da città e paesi limitrofi. «È una vera e propria sfida - riprende Bagnoli - e il momento che sta attraversando il settore non è certo entusiasmante. Ma vogliamo contribuire a far tornare Pontedera a essere quel che era fino a qualche anno fa».

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