Schianto in auto, muore ex operaio Revet
Il 43enne ha perso il controllo della vettura sulla quale stava viaggiando da solo, che si è ribaltata ai bordi dell’Aurelia
PISA. «Mio figlio aveva tanti progetti: sognava di allestire una mostra con i suoi quadri. Amava la musica, la bicicletta, il calcio... era un uomo pieno di energie e di idee». Ma l’altra notte, mentre percorreva l’Aurelia a Pisa, all’altezza di Mortellini, Michele De Luca ha perso il controllo della sua Panda, ha sbandato, s’è ribaltato. E per lui non c’è stato niente da fare. Se n’è andato così, in pochi istanti, a 43 anni: ne avrebbe compiuti 44 a giorni, il 5 luglio. Lasciando un vuoto immenso nella sua famiglia, soprattutto nella madre, Marta Borri, con cui lui viveva in Borgo Cappuccini a Livorno.La notizia del terribile incidente in cui è rimasto coinvolto Michele, ex operaio della Revet a Pontedera e dj per passione, è arrivata nella notte.
Era circa mezzanotte e mezzo e il 43enne, in base a quanto appreso, stava tornando a casa. Ma a un tratto, per motivi ancora da appurare, ha perso il controllo ed è finito fuori strada, nel fossato al lato della via, dove sono evidenti i segni dell’incidente: l’auto ribaltandosi ha scavato una buca nel terreno. Come emerso dai rilievi del carabinieri, non ci sono tracce evidenti di frenate, ciò fa pensare agli inquirenti che De Luca procedesse a velocità moderata e che forse abbia perso il controllo del mezzo per un malore o forse per un colpo di sonno. Ma sono tutte ipotesi ancora da appurare. Una prima risposta potrà arrivare domani, quando i medici svolgeranno l’esame esterno sul corpo della vittima. Poi si svolgerà il funerale, che non è ancora stato fissato.
«Che disgrazia - sussurra la madre di Michele - I carabinieri ci hanno avvisato stanotte. Io dormivo». La sera prima Michele aveva cenato con sua madre nella casa in una palazzina dove vive anche la sorella con la sua famiglia. «Abbiamo mangiato insieme, come sempre - racconta la donna - Era tranquillo, stava bene. Una serata come tante altre. Poi, dopo cena mi ha detto: “Mamma io vado a fare un giro a Pisa”. Non mi ha detto dove di preciso, né io glielo ho chiesto: a un uomo di 43 anni, cosa vai dire? Dove vai? Stai attento? Mi sono limitata a dire ok. Era venerdì, era normale che uscisse». Mai Marta avrebbe immaginato una cosa del genere. «Non ho idea di cosa possa essere successo, se ha fatto tutto da sé con l’auto o se possano essere rimasti coinvolti altri mezzi. I carabinieri ci hanno detto che stanno facendo i rilievi e che c’è il medico legale che sta analizzando la situazione. Io posso dire che lui stava bene in salute, non aveva nessun problema». Michele da ragazzino aveva giocato per anni a calcio, ma poi aveva smesso per continuare a seguire lo sport da tifoso, anche del Livorno. Amava molto la mountain bike: nel tempo libero lo potevi trovare a fare lunghe pedalate al Limoncino e sulle colline livornesi. Ma soprattutto era la sua grande passione era la pittura: «Michele amava la pittura astratta - racconta la sorella Giorgia - dipingeva a cera, soggetti astratti, alieni, con colori forti».
Un’altra passione di Michele De Luca era la musica, ed è soprattutto questo che l’ha reso noto in città: per anni infatti ha fatto il dj in bar e pub. Negli ultimi tempi invece il suo lavoro principale era stato di operaio alla Revet a Pontedera, l’azienda specializzata nella raccolta dei rifiuti. Poi purtroppo, terminato il contratto, era rimasto senza lavoro. «Mentre cercava un’occupazione - dice la mamma - si dedicava ai mercatini, in piazza XX Settembre e a Marina di Pisa. Aveva tante risorse mio figlio...».
Lara Loreti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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