Il Tirreno

Pontedera

San Miniato perde uno dei giudici di pace

Va in pensione l’avvocato Cesare Tonelli, che lascia l’incarico dopo 12 anni Il sindaco Gabbanini teme un ingolfamento dell’ufficio di piazza Bonaparte

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SAN MINIATO. Giudice di pace dimezzato nella città della Rocca. San Miniato ha salutato ieri mattina, in sala consiliare, l’avvocato Cesare Tonelli, che lascia per aver raggiunto l’età pensionabile, dopo aver guidato per 12 anni l’ufficio di piazza Bonaparte, in qualità di reggente, insieme al collega Mauro Giunti. Così, di colpo, San Miniato si ritrova con un giudice anziché due, e senza grandi possibilità che possa essere nominato un sostituto. Un dimezzamento che rischia di creare non poche difficoltà all’attività dell’ufficio, come sottolineato in municipio anche dallo stesso Giunti e dal sindaco Vittorio Gabbanini.

«Ci tenevamo molto a dare il nostro saluto ufficiale al Giudice di pace Tonelli - ha commentato il sindaco - anche perché l’amministrazione si sta impegnando moltissimo per cercare di mantenere aperto questo ufficio, sia in termini economici sia di risorse umane». Nel 2013, infatti, dopo la legge che aboliva quasi 700 uffici sul territorio nazionale (San Miniato compresa) l’amministrazione decise di farsi carico a proprie spese del mantenimento del servizio, mettendo a disposizione dell'ufficio anche due dei propri dipendenti, e cercando a fatica di ottenere una ripartizione dei costi con gli altri Comuni del comprensorio: Santa Croce, Castelfranco e Montopoli, che alle fine avevano accettato contro voglia di fornire un piccolo contributo. Ed è proprio a questi Comuni che Giunti si è probabilmente rivolto ieri mattina, quando ha spiegato che alcune amministrazioni, forse, non hanno dato il giusto peso all'importanza della figura del Giudice di pace. Adesso, con il congedo di Tonelli, tutto si fa improvvisamente più difficile. «Il carico di lavoro è praticamente raddoppiato - spiega Giunti - sia a livello civile che penale. Onestamente mi auguro che il Tribunale possa nominare presto un nuovo giudice, per non rischiare, se non la paralisi, quando meno una grossa difficoltà a portare avanti tutte le cause». Solo nel 2015, del resto, l’ufficio di San Miniato ha registrato oltre 900 udienze civili (due a settimana) e più di 60 penali (due al mese). «Numeri che denotano quanto l’'ufficio sia importante e centrale nel comprensorio - commenta il sindaco Gabbanini - Numeri di fronte ai quali, onestamente, certe scelte cadute dell'alto risultano incomprensibili». Un futuro incerto, quindi, che rischia anche di riaccendere il dibattito, tutto sanminiatese, sulla perdita di servizi e quindi di centralità del centro storico. È forte, ad esempio, il rammarico per la perdita del tribunale di diversi anni fa, unita al successivo depotenziamento dell'ospedale.

Giacomo Pelfer

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