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Da Staffoli a Salindres per il gemellaggio

STAFFOLI. È rientrata pochi giorni fa la delegazione di cittadini staffolesi, che con il sindaco di Santa Croce Giulia Deidda, il consigliere Bocciardi e i rappresentanti di alcune associazioni, si è...

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STAFFOLI. È rientrata pochi giorni fa la delegazione di cittadini staffolesi, che con il sindaco di Santa Croce Giulia Deidda, il consigliere Bocciardi e i rappresentanti di alcune associazioni, si è recata a Salindres, in Francia, per la conferma del Patto di Gemellaggio già sottoscritto a settembre tra le due comunità.

«Il viaggio a Salindres - dice il primo cittadino - non ha rappresentato solo un impegno istituzionale, ma è stato per me anche un viaggio nella nostra storia, nella nostra memoria; ho ripercorso la stessa strada che tanti nostri concittadini hanno fatto nell'Ottocento, in condizioni ben diverse e forse con la paura di un futuro incerto e difficile. Ho ripensato alle loro difficoltà e al loro coraggio, che sono simili a quelle di tanti migranti di ieri e di oggi e ho apprezzato davvero il modo in cui la nuova patria ha saputo accoglierli, integrarli, dare loro un lavoro e un futuro migliore».

Nel racconto dei partecipanti alla bellissima esperienza, la cronaca del viaggio: «Sono stati tre giorni intensissimi, con un ricco programma di visite, abbiamo fatto escursioni, abbiamo conosciuto la storia del territorio, visitando la città medievale di Uzès e e il gigantesco acquedotto romano conosciuto come “Pont du Gard”, abbiamo conosciuto la realtà produttiva, osservando le storiche “Usines de Salindres” per la produzione della bauxite, oggi convertite in impianto chimico, e la celebre fabbrica Haribò. Siamo stati ricevuti in cerimonie ufficiali dal sindaco con il consiglio comunale e da rappresentanti dell'Assemblea regionale e dell'Assemblea nazionale, abbiamo avuto scambi culturali con le associazioni del territorio, tra cui il comitato festeggiamenti, le associazioni che si occupano di rievocazioni storiche e di ricerche sulla vita economico-sociale e con il corpo bandistico, abbiamo fatto la conoscenza di tanti cittadini francesi che portano con orgoglio i loro cognomi italiani, ascoltando la storia delle loro origini, abbiamo goduto di momenti conviviali, partecipando a feste e pranzi con piatti locali e scambio di prodotti tipici, ma abbiamo anche vissuto momenti emozionanti, rendendo omaggio alle tombe dei primi italiani immigrati a Salindres».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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