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Addio a Romano, una vita per il Ponsacco

Addio a Romano, una vita per il Ponsacco

Aringhieri, imprenditore e già presidente della società di calcio, ha scritto pagine importanti nella storia del paese

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PONSACCO. «A scuola avevo 5 in italiano, ma a matematica avevo 10, perché di più non davano».

Era una delle “massime” di Romano Aringhieri che ripetè anche a una riunione in Lega Calcio davanti ai vertici del pallone italiano. Un’assemblea turbolenta in cui l’allora presidente del Ponsacco prese la parola, protestò per la decurtazione del contributo alle squadre di Serie C. Proprio in quel momento l’incontro con i dirigenti delle squadre professionistiche venne ripreso dalle telecamere della Rai e Romano divenne “il dissidente”. Ma la successiva pace con Antonio Matarrese, presidente della Figc a metà anni Novanta, portò la Nazionale di Arrigo Sacchi a giocare allo stadio di viale della Rimembranza, nell’ottobre del 1995. Fu una giornata memorabile.

È solo uno degli aneddoti legati alla vita di Aringhieri, morto ieri all’età di 84 anni nell’abitazione di famiglia proprio davanti allo stadio rossoblù. Oggi alle 15,30 nella chiesa di San Giovanni Evangelista il presidente sarà salutato per sempre dalla sua Ponsacco.

Da tempo era costretto a letto. Pochi giorni fa era tornato a casa dopo un periodo trascorso in ospedale.

«Sembrava stare meglio - racconta il figlio Umberto che insieme alla sorella Sandra e alla mamma Anna piangono la sua scomparsa - Ma aveva troppi acciacchi». Ieri mattina Romano ha fatto chiamare i figli, sentendo che stava per andarsene. Umberto, che è diventato da poco direttore sportivo del Tuttocuoio, è partito da Ponte a Egola, ma non ha fatto in tempo a salutarlo.

Figlio di venditori di pesce di Ponsacco, Romano nacque a Chivasso, in Piemonte, dove i genitori andavano a fare mattoni per arrotondare le entrate economiche. Proprio dalla località del Nord Italia gli Aringhieri cominciarono a importare tessuti a Ponsacco, passando al commercio di abbigliamento, prima con un negozio e poi con un ingrosso. È in questo ambiente che Romano si fece le ossa, diventando poi imprenditore con interessi nell’edilizia e in altri settori.

Ma è con il calcio che dimostrò grande capacità nel gestire i conti: sotto la presidenza di suo padre prima, poi responsabile in prima persona della società nella stagione 1969-70 e infine dal 1984 al 1998, oltre un decennio in cui la squadra militò in C2 per varie stagioni. Anni memorabili con i rossoblù che crearono un fortino sul campo di casa e dove Romano costruì la sua fama di presidente d’altri tempi con un modo tutto suo di vivere le partite. In caso di pioggia entrava nel piazzale della tribuna con l’amata Y10 e seguiva la gara dall’auto.

E quando, alla fine del campionato 1994-95, il Ponsacco si ritrovò alla gara decisiva di playout a Castelfranco Veneto con l’obbligo di vincere, promise una vacanza alla coppia di sposi che festeggiavano il matrimonio nello stesso albergo dove alloggiava la squadra. I rossoblù conquistarono la salvezza e gli sposini trascorsero quindici giorni da favola a Castiglioncello, ospiti di Romano Aringhieri.

Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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