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Sanità: Valdicecina rifiuta l’unione con Pontedera

Sanità: Valdicecina rifiuta l’unione con Pontedera

La Regione ha imposto il termine del 30 giugno per definire la zona distretto Loriano Fidanzi (Società della Salute): prima ci dicano quali servizi garantiranno

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POMARANCE. Il tempo passa e Berta non si marita. Sta per trovare uno sposo ma sono i genitori a scegliere sia la persona che condizioni. E questo a Berta non piace per niente. Il riadattamento del celebre adagio calza a pennello con la definizione delle zone distretto in materia sanitaria. La Regione che ha imposto il termine del 30 giugno alla Valdicecina per unirsi con Pontedera (l'area più probabile). Questione di tempo che passa, ma anche di condizioni. Perché dalla Valdicecina chiedono chiarezza alla Regione che, al momento, non c’è.

«Vogliamo sapere prima i servizi che saranno dati ai cittadini - dice Loriano Fidanzi, consigliere comunale di Pomarance e membro del consiglio della Società della Salute della Valdicecina - poi conoscere la dislocazione geografica».

Ma il termine del 30 giugno è alle porte e il documento arrivato da Firenze pochi giorni fa sembra fumoso agli occhi di amministratori che chiedono, invece, di affrontare una discussione con Regione ed Asl sulle specialistiche, per esempio, che mancano nel territorio. O quelle che saranno assegnate alla Valdicecina.

«Un esempio concreto è il medico specialista in pneumologia - riprende Fidanzi - In un’area in cui è forte la presenza di pazienti che sono stati esposti all'amianto e che hanno un'età avanzata, è una specialistica di cui c'è un gran bisogno. Non si può obbligare gli anziani malati a recarsi a Pontedera o a Pisa per una visita. Oltre a questa c'è ne sono molte altre di situazioni che prefetiremmo discutere prima, invece di accettare una soluzione di accorpamento con la Valdera e Pontedera e poi vedere cosa accade rispetto ai sevizi e i bisogni da offrire ai cittadini. La Regione ci ha inviato un documento che non fissa nessun punto. È un documento che sembra scritto con le formule di 40 anni fa e che non decide assolutamente niente».

Fidanzi avanza una proposta per un percorso diverso.

«Avevamo avanzato una proposta per rimediare a questa situazione - dice - Due anni di stand by per quanto riguarda la definizione della zona distretto. Un confronto sui servizi e la definizione delle specialistiche di cui abbiamo bisogno nel nostro territorio e 80mila euro all'anno di risorse da destinare alla riorganizzazione, compreso il pagamento delle trasferte per i medici destinati alle nostre case della salute dove verrebbero effettuate le visite. Abbiamo anche un piano dettagliato su come realizzare tagli ed economie in modo da ottenere il denaro necessario a mettere in pratica questa operazione che sarebbe fondamentale per la Valdicecina. Molto più della definizione dei confini geografici».

Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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