Attenzione
Nuovi attacchi dei lupi, uccisi pecore e agnelli
Peccioli: il titolare di un allevamento denuncia: «Mi sono spariti almeno venti esemplari». La Coldiretti torna a chiedere la cattura dei predatori, in costante aumento
PECCIOLI. Nell'ultimo mese ha visto sparire venti dei suoi esemplari: pecore e agnelli, misteriosamente scomparsi. Pochi giorni di indagini sono bastati a Alessandro Montagnani, titolare dell’allevamento Ripassaia, a Fabbrica, nel Comune di Peccioli, per risolvere l'arcano. Il recinto di 20 ettari all'interno del quale ogni giorno pascolano i suoi animali, è finito nel mirino dei lupi.
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Alcune foto e un filmato girato dai residenti testimoniano la presenza di due canidi che, quotidianamente, si aggirano tra il verde delle colline dell’Alta Valdera. Non un vero e proprio branco dunque, anche se presto il nucleo potrebbe allargarsi. «Pare che, per il momento, la zona sia battuta principalmente da due esemplari: un maschio e una femmina, che però dovrebbe aver partorito di recente», spiega Montagnani, che poi racconta della sua spaventosa disavventura: «Dopo le prime sparizioni, di cui faticavo a darmi una spiegazione, ho trovato due carcasse completamente sbranate. E allora ho capito che si trattava di lupi». Silenziosi, rapidi e spietati. I due predatori che da poco si sono affacciati nella campagna tra Peccioli e Lajatico agiscono soprattutto durante il pomeriggio. La loro presenza , ormai, è nota agli allevatori che lavorano in zona: «Non posso più fare pascolare all’aperto il gregge - spiega Alessandro Montagnani, che nel frattempo ha presentato denuncia alle forze dell'ordine per quanto accaduto ai suoi ovini - sono costretto a tenerlo in stalla per gran parte della giornata, con ripercussioni sul benessere di pecore e agnelli. Così non si può andare avanti».
Tensione che si avverte anche nelle parole dei vertici di Coldiretti. «Nel 2015 sono stati risarciti appena 30mila euro. Abbiamo ormai perso il conto degli attacchi e dei danni subiti dalle aziende. Il fenomeno - dice Fabrizio Filippi, presidente di Coldiretti Pisa - è molto superiore rispetto al danno effettivamente risarcito. L'indennizzo non risolve il problema, l'obiettivo non deve essere quello di risarcire, ma di evitare i danni da predazione, che sono in continua crescita. Gli agricoltori sono stanchi di presentare denunce». Per Coldiretti molti degli attacchi sono causati da cani ibridi, frutto di incrocio tra cani e lupi. «La popolazione di canidi è in aumento - spiega in conclusione Aniello Ascolese, direttore di Coldiretti Pisa - e l’agricoltura perde milioni di euro ogni anno a causa dei danni provocati da lupi e fauna».
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