Gioco
«No ai lanciafiamme sia Parrini a fare un’analisi del voto»
No, lui non usa lanciafiamme né chiede la testa di nessuno. Non è il suo stile, precisa Paolo Fontanelli (nella foto). Certo, dice il deputato della Sinistra Dem ed ex sindaco di Pisa, «spetta in...
No, lui non usa lanciafiamme né chiede la testa di nessuno. Non è il suo stile, precisa Paolo Fontanelli (nella foto). Certo, dice il deputato della Sinistra Dem ed ex sindaco di Pisa, «spetta in primo luogo al segretario regionale del Pd manifestare la volontà di fare un approfondimento», una «analisi del voto». Il riferimento è proprio a quel Dario Parrini a cui lunedì Fontanelli sembrava chiedere le dimissioni per la sconfitta bruciante del partito in Toscana. Alla domanda del Tirreno (chiederebbe le dimissioni al gruppo dirigente provinciale?), il deputato aveva risposto: «A livello provinciale non risolverei la questione con le dimissioni ma con una discussione seria. Piuttosto mi sembrerebbe una scelta di buon senso se il gruppo dirigente regionale aprisse il dibattito anche mettendosi in discussione». Un messaggio che sembrava chiaro, e diretto non solo al segretatario toscano, ma anche al vice Antonio Mazzeo, che di Pisa e provincia è una specie di console plenipotenziario del quartier generale renziano.
Una «forzatura», precisa ora Fontanelli, che però aggiunge: «Serve discutere seriamente». E proprio «per questo non credo che serva parlare di "rese dei conti" o di richieste di "teste che devono cadere". Anzi, questo modo di porre le cose rischia invece di bloccare e impedire la riflessione che è necessario fare tutti insieme, perché quello che auspico è una chiara correzione di rotta sul piano politico. E poi in un contesto in cui il segretario nazionale annuncia di voler usare il lanciafiamme sarebbe insensato portare taniche di benzina. Semmai sto cercando di procurami una tuta ignifuga».
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