Sicurezza
Amianto all’ex Gozzini Lavori al via a settembre
Gli amministratori comunali hanno incontrato il comitato dei cittadini dopo la protesta con decine di striscioni appesi nella zona dello stabilimento
SANTA CROCE. Incontro a tratti movimentato eppure volto a "tirare una linea" quello che si è tenuto nella sala consiliare del comune intorno alla bonifica dell'ex-Gozzini, la cui prima fase, quella riguardante lo smaltimento dell'amianto nelle strutture che stanno entro i cinque metri dalle abitazioni, entrerà nel vivo a settembre a seguito di una relazione strutturale di recente attuazione. Di fronte ad una platea in gran parte costituita dai componenti del comitato, sindaco e giunta hanno presentato tutte le fasi dell'iter procedurale che ha visto gli uffici del comune impegnati dal 2014 ad oggi.
«Una cronistoria necessaria a far comprendere il lavoro fatto dall'amministrazione - ha dichiarato Giulia Deidda, presentando il lavoro degli ultimi anni e mesi sul fronte degli studi di fattibilità della bonifica, ma anche su quello legale, attraverso cui il Comune ha ottenuto a febbraio la rivalsa economica nei confronti della procedura fallimentare: «Atto fondamentale - lo definisce Deidda - perché per la prima volta riconosce al Comune anche su un piano economico l'impegno preso a tutela di tutti, a cominciare dai lavori urgenti già fatti lo scorso agosto in risposta alle prescrizioni Asl, costati oltre 7mila euro».
Proprio sull'urgenza della bonifica, da completarsi nella sua totalità, si è sviluppato il dibattito con i membri del comitato, che a tratti si è surriscaldato.
«Dall'amministrazione vogliamo sapere: quel sito al momento è sicuro o no? Non possiamo aspettare», hanno detto a più riprese. Al centro del dibattere anche il cronoprogramma dei lavori: il Comune ha già previsto e finanziato quelli relativi alla prima fase, ma non alle due fasi successive, riguardanti gli edifici entro i 10 e 15 metri dalle abitazioni. «Sbrigatevi, le nostre proteste e scriscioni sono una richiesta di aiuto - ha dichiarato il presidente del Comitato, Cesare Lami - abbiamo bisogno di tempi certi, ora».
Fra i motivi addotti dal Comune per la mancata messa in agenda di tutti i lavori, la previsione del prossimo incanto per la vendita dell'intero complesso, fissata per il 6 settembre con una base d'asta di 2,3 milioni di euro.
«Per la previsione delle prossime due fasi dei lavori abbiamo deciso di aspettare questo fondamentale snodo nella vicenda - ha risposto il sindaco - in modo da essere pronti ad ogni evenienza».
Nilo Di Modica
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