Il dolore
«Vinciamo col Pd più arrogante Ora voglio Pisa»
Matteo Salvini: costruiremo una candidatura forte anche per conquistare il capoluogo di provincia»
CASCINA. Non perde tempo, Matteo Salvini. La Lega, dice, «costruirà una candidatura anche per conquistare Pisa», c’è, anzi «c’era», sottolinea il leader del Carroccio, un «Pd più arrogante», che «ancora pensava di poter fare tutto sulla testa di tutti. Invece adesso Cascina sarà un punto di partenza», dice in un’intervista al Tirreno poco prima di entrare in Comune e espugnare «un potere in piedi da 70 anni».
Salvini, che significato ha la vittoria di Ceccardi e che cosa sarà questa città con la Lega al governo?
«È una grande gioia e una grande responsabilità. Grande gioia perché ci siamo riusciti contro un sistema vecchio di 70 anni, grande responsabilità perché adesso bisogna trasformare l’entusiasmo in buona amministrazione. E su questo ci sarà bisogno dell’aiuto di tanti cittadini».
Si aspettava un successo in Toscana e a Cascina?
«No, non faccio come quelli che pronosticano il risultato dell’Italia alla fine della partita. Sentivo una bella aria, vedevo tanta gente raccolta intorno a Susanna, però la vittoria non me l’aspettavo»
Tutto merito vostro o dell’incapacità del Pd?
«Come al solito merito nostro e demerito altrui. Però il centrodestra in Toscana conquista Cascina, Grosseto, Montevarchi, insomma, sono bei segnali di cambiamento. Qui c’è il primo sindaco della Lega in Toscana (in realtà dal 1996 al 1999 a Bagni di Lucca ha governato il leghista Stefano Balleri, ndr), una ragazza di neanche 30 anni, un bel segnale del fatto che anche in questa regione cambiare si può, perché fino a ieri era impensabile, e il centrodestra ce la fa dove si presenta unito».
C’è una specificità pisana per cui la Lega si sta affermando con così tanta imponenza qui?
«Forse più che in altri territori è l’arroganza del Pd. Mi ricordo la circolare dell’Arci provinciale di Pisa che invitava a non fare campagna per i leghisti e a sostenere il Pd. Non siamo più a 30 anni fa. La gente è libera, fa due conti e vede che il governo Renzi invece di portargli lavoro e soldi, glieli porta via e quindi ecco quello che non ti aspetti».
Tra due anni si vota a Pisa. Costruirete una candidatura forte per conquistare la città della Torre?
«Beh, assolutamente sì. Poi l’obiettivo è la Regione. Cascina è un esempio: se il candidato sindaco è individuato per tempo, è credibile e la squadra è compatta, nulla è impossibile. A causa delle minacce dei centri sociali, del caos, dei blocchi, non sono ancora riuscito a venire in piazza a Pisa, lo faremo presto».
Qui la sicurezza è uno dei temi più sentiti. Per questo è venuto ben quattro volte?
«Beh sì, conosco le cronache. E il risultato di Cascina ci darà l’opportunità di dimostrare a tutta la provincia che non è un voto di protesta quello dato alla Lega ma anche un voto di costruzione e buona amministrazione».
La Lega “sconfina” fino in Toscana e sembra sempre meno padana...
«A Bologna siamo al 45%, a Ravenna al 47%, abbiamo vinto a Savona. Quindi anche nella fascia del centro Italia si registrano numeri fino a qualche anno fa impensabili. Sono contento perché la Lega è uscita dai suoi territori storici. Perché vincere in 7 Comuni su 7 a Treviso ci sta, è bello ma più “normale”. Farlo qui ci dà una spinta in più».
Cos’è cambiato nella società, perché le vostre battaglie stanno facendo breccia?
«Sono felice che mi diano del populista e del lepenista. Qui la sinistra è sempre più lontana dagli operai, dagli artigiani, dai giovani, soprattutto in Toscana è quella di Banca Etruria, del Monte dei Maschi, degli scandali, e qua invece noi siamo più presenti, più bravi, più concreti e credibili perfino dei 5 Stelle. Non solo qua, ma dove la Lega c’è e traina il centrodestra perde il Pd ma non si muovono neppure i 5 Stelle».
Ecco, siete al governo. Ceccardi può reggere?
«Entrare in un’azienda che per 70 anni è stata gestita da qualcun altro non è facile. Devi aver le spalle larghe. Conto che la macchina comunale dia una mano al di là dei colori politici. E poi Susanna la conosco, saprà fare».
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