Il Tirreno

Pontedera

Una scia di sangue su una strada piena di insidie

Una scia di sangue su una strada piena di insidie

Nonostante gli interventi per la sicurezza la Firenze-Pisa continua a essere un’arteria tra le più pericolose

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PONTEDERA. È lunga la scia di sangue che percorre la Firenze-Pisa-Livorno. Numerosi i tratti in cui hanno perso la vita persone a bordo di auto che sono state coinvolte in incidenti. Certo, negli anni le condizioni di sicurezza sono migliorate. Gli enti responsabili del tratto che collega il capoluogo toscano con la città della Torre pendente e quella labronica sono intervenuti per cercare di arginare gli scontri che troppo spesso sono costate vite umane.

Terribile carambola. Una delle ultime vittime risale al luglio dell’anno scorso. Nkoji Blanchard, 30 anni, originario del Congo e residente con la famiglia a Firenze, rimase coinvolto in una carambola terribile tra gli svincoli di Empoli Est ed Empoli Centro, in direzione Mare. Uno scontro violentissimo tra due macchine da cui nacque l'impatto con altre due auto sopraggiunte nel frattempo. Il bilancio finale fu di un morto e cinque feriti. Nell’ottobre del 2014, invece, morì Ionut Valentin Petrescu, 23 anni, di Ponsacco, che perse il controllo dell’auto su cui viaggiavano anche due ragazze 19enni all’uscita di Livorno, in direzione di Tirrenia. Il 23enne morì all’ospedale poche ore dopo il drammatico trasferimento in ambulanza.

Morire per aiutare gli altri. Un’altra vittima della Firenze-Pisa-Livorno è l’operatore cinematografico, 50enne, di Pontedera Alessandro Biasci di cui venne dichiarato il decesso nel 2012 a sei anni dall’incidente che lo vide coinvolto nelle vicinanze di Pontedera. L’uomo si era fermato lungo la superstrada per soccorrere alcuni feriti coinvolti in uno scontro causato da una Kia che aveva fatto inversione di marcia all'improvviso, approfittando di un'interruzione del new jersey. Le auto in sosta in mezzo alla strada, però, non fermarono il conducente di una Opel Astra che investì i soccorritori, compreso Biasci il quale riportò gravi ferite e lesioni, tanto da rimanere paralizzato alle gambe. Tante le sofferenze per Biasci, fino alla sua morte avvenuta quando aveva 68 anni. Jacopo Caruso, 19 anni, di San Romano morì invece nel dicembre del 2012 di notte mentre tornava a casa con un amico. Anche in questo caso la tragedia si consumò dopo che la vittima e il suo amico si erano fermati per prestare soccorso agli occupanti di un’auto che si era ribaltata, venendo poi tamponati a loro volta da un veicolo.

Incidenti assurdi. A volte la superstrada ha visto incidenti davvero assurdi. Come quello datato settembre 2010 in cui morì Mohamed Kharboua, 22 anni, nato in Marocco ma residente a Lazzeretto di Cerreto Guidi, che viaggiava alla guida di un motorino, un Peugeot 50 di cilindrata. E che trasportava, in mezzo alle gambe, un contenitore frigorifero. Il dramma si consumò in pochissimi attimi, all’altezza della diramazione per Livorno, quando il ciclomotore venne superato da un camion, un Fiat Iveco, di un’azienda di smaltimento di rifiuti. Il giovane finì sotto le ruote dell'automezzo. Nessuna speranza di salvezza.

Maledetto guard-rail. Nel mese di maggio dello stesso anno a Pisa perse la vita Valter Cerri, 59 anni, di Cascina, che con una jeep si schiantò contro un guard-rail mentre s’immetteva in superstrada. Un impatto violentissimo, tanto che l’auto volò per dieci metri prima di capovolgersi e adagiarsi sul terreno.

Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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