Attenzione
«Farò il sindaco tra la gente»
Susanna Ceccardi: riorganizzerò il Comune, c’è molto da lavorare
SABRINA CHIELLINI.
Maglietta rigorosamente verde e jeans. Susanna Ceccardi, 29 anni, studentessa, la prima donna leghista che diventa sindaco in Toscana, non rinuncia all'immagine di ragazza della porta accanto nel giorno del trionfo nella rossa Cascina (lo scarto è di 101 voti, 50,3% contro 49,7% di Alessio Antonelli, Pd). «Voglio entrare nella storia, posso farcela, lo sento. Sono cinque anni che sogno questo momento. Lavorerò per questo obiettivo. Comunque vada, niente a Cascina potrà essere come prima», ci aveva confidato nei giorni precedenti il ballottaggio, mentre andava a Firenze, dove lavorava nella segreteria di Claudio Borghi. Una telefonata quasi alla vigilia di un ballottaggio con una campagna elettorale scivolata troppo spesso sul personale. E Susanna ha reagito con fairplay quando le hanno dato della “ragazzetta” o hanno rispolverato un bambinesco "Susanna tutta panna". Oggi quel sogno, che cinque anni fa sembrava utopia, è realtà. Per uno scherzo del destino - un candidato che si chiamava Salvini - Ceccardi, che già era stata la prima consigliera comunale leghista della provincia e aveva iniziato con Azione universitaria a muoversi in politica, non era stata eletta in Regione appena un anno fa. Oggi la rivincita che la porta sotto i riflettori nazionali. La incontriamo, alle 9 del mattino, insieme ai suoi fidati sostenitori e a buona parte del gruppo consiliare. L'atmosfera è quella della festa. Sorridono tutti. Sono lì per prendere le chiavi del palazzo.
E ora? È emozionata per il risultato?
«Insomma, da questo momento arriva il bello. Ci sarà da lavorare duro. Ci sarà tanto da ricostruire. Sarà come aprire una sorta di Vaso di Pandora chiuso da 70 anni».
Lei è riuscita nella storica impresa di togliere il Comune alla sinistra. Cosa succederà da ora in poi a Cascina?
«Ci metteremo subito al lavoro per cambiare questa città. Sogno una Cascina più pulita, con più decoro urbano, con una maggiore partecipazione dei cittadini».
Quale sarà la sua prima decisione? Quali le priorità?
«A parte quella di istituire la commissione controllo e garanzia per le minoranze, commissione che abbiamo sempre chiesto all'ex sindaco Alessio Antonelli e che lui non ha mai voluto, comincerò a lavorare per riorganizzare la macchina comunale. Si parte dal bilancio, farò intervenire una società di revisione. Ci sono poi due questioni - nomadi e profughi - che sono state al centro della campagna elettorale. Il campo nomadi abusivo di Titignano dovrà essere sgomberato. Le roulotte sono ancora al loro posto, non più nel campo ma lungo la strada, non prendiamoci in giro. Oggi stesso telefonerò al prefetto di Pisa per parlare di questo e dei profughi che sono nell'agriturismo La Tinaia. Se ci sono irregolarità nella gestione, questa struttura andrà chiusa, anche se c'è una gara d'appalto pubblica. Serviranno moderazione ma anche determinazione. Taglieremo i costi per recuperare risorse».
Cascina si è dunque svegliata leghista e di centrodestra? Come pensa di avere costruito la sua vittoria?
«I cittadini di Cascina hanno dimostrato di voler voltare pagina. “Coraggio Cascina”, ci siamo più volti detti nella campagna elettorale. I cascinesi il coraggio lo hanno trovato. Ha funzionato la Lega, così come è stato importante l'essere riusciti a compattare il centrodestra con Forza Italia e Fratelli d'Italia. Ma credo di avere intercettato anche voti di elettori di sinistra. Ricorderete l'appello al voto di Virgilio Barachini, presidente dell'Unione inquilini di Pisa. Ci sono elettori che probabilmente non avrebbero votato Lega alle politiche, ma che hanno inteso punire l'amministrazione uscente di Antonelli e il suo entourage».
Latignano, Marciana, Sant’Anna, Titignano sono le vostre nuove roccaforti
«I cittadini sono stanchi delle promesse non mantenute. Questi sono paesi dove i residenti hanno più volte negli ultimi anni chiesto una maggiore attenzione all'amministrazione comunale uscente. Noi siamo andati in mezzo alla gente, ad ascoltare i loro problemi. Continueremo a farlo. Quando dico che voglio essere il sindaco di tutti non è solo una frase di circostanza, un impegno preciso».
Cinque anni fa lei entrava in consiglio comunale a Cascina. Ricorda? Era lo sbarco della Lega a Cascina e in provincia
«Ricordo ancora quel momento. Un grande risultato. Mi trattavano come una mosca verde. Mi denigravano. Ma come amo sempre dire, riportando un aforisma di Gandhi: prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono…».
E poi?
«Vinci. Farò scrivere questa frase sulla parete (indica il muro vicino alla scrivania del sindaco, ndr). Sì, con le lettere adesive. A Cascina è andata proprio così, alla fine ho vinto io. Ha vinto la semplicità contro l'arroganza. Abbiamo scritto la storia. Ci abbiamo creduto perché non abbiamo fatto una contrapposizione ideologica alla sinistra, ma ci siamo occupati di cose concrete e abbiamo sentito, per questo, crescere giorno dopo giorno il consenso e l'entusiasmo intorno a noi».
Com'è il nuovo sindaco di Cascina?
«Una donna semplice, leale. Il mio fidanzato vive all'estero, non ho un grande vita mondana. Racconto spesso che alle 21,30 vado a letto. Mi piace leggere. Sto rileggendo "Pomodori verdi fritti". Ho appena scritto un libro insieme al giornalista Andrea Pannocchia. Il testo era quasi finito, ma ora va aggiornato con un capitolo dedicato a Cascina. "Il popolo di Salvini, la Lega Nord tra vecchi e nuovi militanti": è un libro-intervista al popolo della Lega in cui si cerca di spiegare l'ascesa, il nuovo corso portato da Salvini nel partito».
Vi siete incontrati con l'ex sindaco Antonelli?
«Quando stamani (ieri, ndr) sono venuta in municipio, lui stava uscendo. Aveva liberato l'ufficio dalle sue cose personali. Ci siamo stretti la mano per le scale. Gli è caduto un oggetto pesante. E così ha fatto una battuta: "Lo prendo subito prima che qualcuno dica che attento alla vita del nuovo sindaco…". Un modo anche per stemperare la tensione, credo. La politica è fatta anche di questi momenti».
Ha sentito Matteo Salvini dopo la vittoria?
«Sì. Ha annunciato in diretta alla Rai la prima vittoria leghista in terra rossa. Siamo amici, non ci ha mai fatto mancare il suo sostegno».
Sua madre - si chiama Maria, ma tutti la conoscono come Diana - è una commerciante, suo padre è pensionato. Lei ha un compagno che lavora nell'import-export e vive all'estero. Chi le è stato più vicino?
«Mia madre è stata sempre con me, fin dal primo momento in cui ho deciso di fare politica. Alessandro vive nelle Filippine, ma mi ha sempre seguito a distanza. Mamma però è davvero la prima sostenitrice». E nel frattempo le due donne si abbracciano. «Non siamo riuscite nemmeno a piangere per la gioia. È stato tutto così speciale».
Che sindaco sarà?
«Mi impegnerò ad essere il sindaco di tutti, pronta ad applicare il programma con cui sono stata eletta ma, al contempo, a non far sentire nessun cascinese escluso, perché tutte le idee di buon senso per migliorare la città saranno valutate con attenzione. Cominceremo con una festa popolare, in corso Matteotti. Pane e pomodoro per tutti. Spero in una grande partecipazione».
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