Attenzione
Non solo Antonelli Anche il Pd pisano è un grande sconfitto
CASCINA. Alessio Antonelli, 43 anni, Pd, è il grande sconfitto di queste elezioni. Passerà alla storia come il sindaco del Pd che è stato battuto da una leghista in una delle roccaforti rosse della...
CASCINA. Alessio Antonelli, 43 anni, Pd, è il grande sconfitto di queste elezioni. Passerà alla storia come il sindaco del Pd che è stato battuto da una leghista in una delle roccaforti rosse della provincia di Pisa. Ieri sera, appreso il risultato, si è allontanato e non ha rilasciato dichiarazioni. Già il fatto che Antonelli fosse andato al ballottaggio era stato un vero choc: mai successo prima. Un esito, quello del primo turno delle amministrative il 5 giugno, che pochi si aspettavano e a cui forse alla vigilia non credeva nemmeno la stessa Ceccardi, che è stata capace di coalizzare intorno al suo nome tutto il centrodestra. Di sicuro sulla via crucis di Antonelli hanno pesato anche le lotte intestine del Partito democratico, ferite lasciate aperte dalle primarie che hanno visto il sindaco uscente sfidato dal consigliere Andrea Paganelli, sostenuto dai renziani (e non solo). Ferite che, si dice a Cascina, hanno continuato a sanguinare e spinto il 5 giugno tanti elettori del centrosinistra al voto disgiunto: croce sul nome di un candidato sindaco diverso da Antonelli e una seconda croce sulla lista del Pd. C'è stato un momento in cui Antonelli, negli ultimi quindici giorni, si è sentito solo, quasi vittima sacrificale di una guerra interna al partito. In suo aiuto è venuto Enrico Rossi, il governatore della Toscana, che ha capito subito quale partita si giocava a Cascina: non solo il futuro del secondo comune della provincia per numero di abitanti, ma anche quello degli equilibri interni al Pd pisano. Fatto sta che intorno al nome di Antonelli si sperava che si ricompattassero tutte le anime del partito, all'insegna di ripetuti appelli all'unità e alla mobilitazione che il primo cittadino ha lanciato anche dal palco del teatro Politeama il 15 giugno durante il confronto con la sfidante Ceccardi, organizzato dalla redazione di Pontedera de "Il Tirreno". Ma la chiamata alle armi, evidentemente, non ha funzionato.
È chiaro che il centrosinistra dovrà ricostruire un rapporto con una larga parte dell’elettorato di Cascina. E, fermo restando che, nel bene e nel male, i partiti vivono anche di luce riflessa per ciò che avviene a Roma, il Pd locale comunque dovrà interrogarsi e comprendere cosa non ha funzionato negli ultimi cinque anni, tanto da spingere cittadini già simpatizzanti del centrosinistra a scegliere di schierarsi con Susanna Ceccardi, la “leonessa” di Matteo Salvini. Un'analisi, quella del rapporto tra centrosinistra ed elettori, e di conseguenza tra amministrazione locale e cittadini, che non sarà breve né facile. Ma necessaria.
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