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La "ragazzetta" leghista che sfida il baluardo rosso

Luca Daddi

Sfida all'ultimo voto a Cascina tra Susanna Ceccardi e Alessio Antonelli

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CASCINA. Matteo Salvini, leader nazionale della Lega, la chiama «leonessa». Lei ama ripetere un aforisma di Gandhi: «Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci». Se Susanna Ceccardi, volto giovane della Lega Nord in Toscana, vincerà davvero lo sapremo stasera quando le urne stabiliranno chi sarà il prossimo sindaco di Cascina, secondo comune per numero di abitanti (circa 45mila) in provincia di Pisa.

Di sicuro, al di là dell’esito del voto, questa 29enne che ha saputo coalizzare tutto il centrodestra ha già ottenuto un risultato storico in una zona tradizionalmente rossa: costringere al ballottaggio - complice la frammentazione del quadro politico - il sindaco uscente, Alessio Antonelli, 43 anni, cresciuto nella filiera Pci-Pds-Ds-Pd, non renziano, vicino alle posizioni del governatore Enrico Rossi.

Per il centrosinistra - al primo turno Antonelli si è fermato al 42,47% contro il 28,40% di Ceccardi - è stato uno choc: una «ragazzetta» - così l'ha definita il sindaco, salvo poi abbassare i toni - che riesce a mettere all'angolo il Pd e le liste civiche alleate. Uno choc che ha costretto i democratici a fare autocritica e correre ai ripari, temendo un’altra Livorno con la Lega al posto dei 5 Stelle. Quindi, tutti al lavoro per recuperare il terreno perduto, serrare i ranghi, con tanto di richiami alla cultura democratica e antifascista.

Chi ha capito bene l'importanza della partita che si gioca a Cascina è Enrico Rossi. Se Salvini è venuto più volte a sostenere la sua «leonessa», lo stesso ha fatto il governatore della Toscana con Antonelli, da lui definito un «buon amministratore di sinistra».

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