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Terrorismo: istiga alla jihad I legali: «L’opuscolo è sul web»

PONSACCO. La pubblicazione del documento "Lo Stato Islamico, una realtà che ti vorrebbe comunicare", ovvero l’opuscolo di propaganda dell'Isis, «è da considerarsi atto penalmente illecito, o no? L'ill...

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PONSACCO. La pubblicazione del documento "Lo Stato Islamico, una realtà che ti vorrebbe comunicare", ovvero l’opuscolo di propaganda dell'Isis, «è da considerarsi atto penalmente illecito, o no? L'illiceità dell'atto, dipende forse dalle qualità soggettive di chi ne rende fruibile il testo?».

Se lo chiedono gli avvocati Marco Meoli e Tiziana Mannocci, difensori di Jalal El Hanaoui, il marocchino di 26 anni residente a Ponsacco e sotto processo con l’accusa di istigazione a compiere atti di terrorismo attraverso il web. Il giovane è stato rimesso in libertà all’ultima udienza del processo che è stato aggiornato al 23 settembre per il deposito dei testi tradotti e per la discussione. «La presenza del testo integrale del libretto, in lingua italiana e in formato Pdf , su siti web e sul sito dell'agenzia di stampa Adnkronos - affermano in una nota - pone seri interrogativi sulle ragioni per le quali a taluno ne consentita la diffusione a una platea di persone immensa e indeterminata mentre per altri costituisce comportamento penalmente rilevante. Ci poniamo questo interrogativo come persone e come giuristi prima ancora che come legali del giovane marocchino». Fin dai momenti dell’arresto, scattato l’estate scorsa dopo un’indagine della Dda di Firenze, il marocchino si è difeso negando ogni responsabilità.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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