Il Tirreno

Pontedera

«Sono il signor Miele, catturo gli sciami di api»

«Sono il signor Miele, catturo gli sciami di api»

Un vigile del fuoco volontario e un suo collega liberano case e giardini dagli insetti grazie a un apparecchio artigianale. «Veniamo chiamati quasi tutti i giorni»

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PONSACCO. Nomen omen dicevano i latini quando il nome di una persona indicava un presagio. Nel destino di Giacomo Miele, vigile del fuoco volontario, non possono quindi che esserci le api e il loro nettare. Ma la passione per l’apicoltura ha portato il 43enne ponsacchino e il suo collega pontederese, Simone Luppichini, a sviluppare anche una particolarissima attività, sempre legata agli stessi insetti: la cattura degli sciami, che quest’anno sembrano imperversare in molte zone, attraverso l’utilizzo di un “attira api” artigianale, ma molto efficace.

Numerosi gli interventi nelle ultime settimane da parte dei due che vengono chiamati in ballo quando qualcuno si rivolge ai vigili del fuoco perché “sotto attacco” di uno sciamo in casa o in giardino. Il comando dei pompieri gira l’allarme a Miele e Luppichini che si mettono al lavoro eliminando il problema, ma senza uccidere le api. «Ci siamo avvicinati da poco a questa attività - dice Miele - che portiamo avanti da veri e propri apprendisti. Stiamo imparando e partecipiamo a corsi e convegni. Ed è stato proprio in uno di questi appuntamenti che abbiamo sentito un esperto parlare dell’attira api e ci è venuta l’idea di provare».

Si tratta di una cassetta con telaini per arnie a cui è stato applicato un motorino di un aspirapolvere che riesce a catturare le api senza danneggiarle. «Una volta entrate nell’apparecchio devono rimanere tranquille per un po’ di tempo - riprende il vigile del fuoco volontario del distaccamento di Pontedera a cui appartiene anche Luppichini - poi possono essere messe in una sistemazione definitiva. È un’operazione delicata, ma devo ammettere che i risultati sono molto positivi, specie per le persone che si liberano di un problema non da poco. Non è per niente piacevole ritrovarsi con uno sciame in casa o in giardino».

E il lavoro non manca per i due “acchiappa-api”. «Da settimane ormai veniamo chiamati quasi tutti i giorni - aggiunge il ponsacchino - Quest’anno gli esperti ci dicono che le segnalazioni di sciami sono cresciute notevolmente». E, sempre secondo chi se ne intende, queste migrazioni di folti gruppi di api che migrano da un alveare a un altro, insolite per il periodo (normalmente il picco viene raggiunto tra aprile e maggio), sono dovute all’instabilità delle condizioni meteorologiche. Giugno, infatti, dovrebbe essere la fase terminale delle sciamature, ma le chiamate ai vigili del fuoco, e quindi a Miele e Luppichini, arrivano ancora con frequenza.

Un apprendistato faticoso, ma inevitabile per chi ha il miele nel proprio destino.

Andreas Quirici

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