Sicurezza
Un dispositivo per la stampante in 3D con “targa” pisana
Progettato da una spin-off della Scuola Sant’Anna all’avanguardia a livello mondiale, è in grado di rifinire e lucidare in meno di un minuto oggetti in materiale plastico stampati in 3D rendendoli lucidi e lisci come una palla da biliardo.
PONTEDERA. Un dispositivo progettato da una spin-off dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Sant’Anna è il primo al mondo, anche con dimensioni da scrivania, in grado di rifinire e lucidare in meno di un minuto oggetti in materiale plastico stampati in 3D rendendoli lucidi e lisci come una palla da biliardo.
Il dispositivo si chiama “3DFinisher” ed è stato presentato al Technology Hub, la rassegna sulle tecnologie più avanzate che si è svolta nei giorni scorsi a Milano. È prodotto da 3DNextech, la startup nata nel 2015 che ha la sede legale a Capannoli e la sede operativa a Livorno. Si tratta del primo dispositivo al mondo, complementare a una stampante 3D, per la finitura superficiale di prodotti in Abs e acetato di cellulosa stampati in 3D, per renderli lucidi e lisci in meno di un minuto, eliminando superfici ruvide, porosità e l’effetto scalino tipico della stampa tridimensionale, anche quella realizzata con sistemi che adottano le tecnologie più avanzate. “3DFinisher” arriverà sul mercato dopo l’estate. «3DNextech è nata nel settembre 2015 - dice l’amministratore delegato Andrea Arienti - È stata fondata da me, Damiano Giuntini, TechnoDeal (un’altra spin-off del Sant'Anna) e dal socio investitore che ha creduto nel progetto e ha messo a disposizione il capitale necessario. Lavoriamo sul progetto in maniera assidua da ottobre 2015, ma l'idea è nata nella primavera del 2014. Il primo prodotto sarà messo in commercio dopo l'estate e sarà possibile acquistarlo dai nostri rivenditori e tramite il nostro sito web a un prezzo in linea con gli odierni costi delle stampanti desktop: la versione base costerà 1.500 euro. Il sistema è destinato a portare una piccola rivoluzione nel mondo della stampa in 3D, sempre più diffusa, ma vincolata dal dover ‘rifinire’ gli oggetti con tecnica manuale o, al limite, utilizzando speciali solventi, sempre in modo artigianale e con tutti i limiti nelle potenzialità di utilizzo e nei risultati che tali metodi comportano. Grazie al nostro dispositivo gli ambiti di utilizzo della stampa 3D coinvolgeranno anche i settori del design e della moda, che necessitano di oggetti esteticamente perfetti. In meno di un minuto l’oggetto in materie plastiche è definito alla perfezione, liscio e senza alcun tipo di asperità superficiale. Inoltre risulta impermeabile, più resistente all’usura, non si sporca, è lavabile e può essere verniciato».
Questo sistema può essere simile nelle dimensioni e nell’aspetto a una stampante da tavolo connessa al pc, ma può anche avere dimensioni maggiori per utilizzi industriali. E si sta già lavorando ad altri progetti. «È solo il primo di una serie di prodotti, che verteranno tutti sulla nuova manifattura digitale - spiega Arienti - Sono tutti progettati per ottimizzare i processi di pre-produzione e post-produzione connessi alla stampa 3D e possono essere adattati in base alle esigenze».
Daniela Salvestroni
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