La manifestazione
Intossicati da botulino, non è colpa della pizzeria
Castelfranco: le analisi escludono la presenza della tossina negli alimenti A maggio in quattro erano finiti all’ospedale. I titolari: «Subìto danni devastanti»
CASTELFRANCO DI SOTTO. Non c'è traccia di botulino negli alimenti prelevati all’Oasi della pizza di Castelfranco. A dirlo sono i risultati delle analisi condotte, per conto della Asl, dall'Istituto zooprofilattico sperimentale del Lazio e della Toscana, che ha preso in esame gli ingredienti considerati all’origine delle quattro intossicazioni avvenute alla metà di maggio. Tre gli alimenti sui quali si erano concentrate le attenzioni: il prosciutto cotto, le olive in salamoia e i carciofi sottolio, nei quali la presenza di tossine botuliniche o di clostridi produttori di tossine è risultata in ogni caso assente. «Non c’è nessuna traccia di botulino», sottolinea Alessandro Durante, titolare dell’Oasi della pizza insieme alla moglie Fulvia Tocchini, che ieri mattina hanno ricevuto per posta i risultati delle analisi.
L’allarme era scattato lo scorso 18 maggio, quando quattro persone di Castelfranco avevano accusato i sintomi dell’intossicazione da botulino: un uomo di 59 anni e una famiglia di tre persone. Due casi distinti, che avevano subito innescato la caccia al possibile collegamento, individuato proprio nella pizzeria di via Dante dove le quattro persone avevano consumato alcune pizze e un calzone nella sera di venerdì 13. Incrociando gli ingredienti degli alimenti consumati dalla famiglia e dal 59enne, la campionatura era stata ristretta a tre prodotti in comune, indicati come possibili cause dell’intossicazione. «Gli ispettori dell'Asl hanno sequestrato tutte le confezioni di olive, carciofi e prosciutto cotto - racconta Durante - sia quelle aperti che ancora da aprire».
Al termine dell’ispezione, inoltre, la Asl aveva anche fornito alcune prescrizioni rispetto a irregolarità riscontrate: «Piccole contestazioni alle quali abbiamo subito provveduto - afferma Durante - riapprendo la pizzeria dopo otto giorni». Prescrizioni comunque indipendenti rispetto al caso del botulino, sul quale la Asl sembra aver avuto fin dall’inizio pochi dubbi sull'origine.
I risultati delle analisi, adesso, indicano che non c'è traccia di botulino nei prodotti utilizzati regolarmente dal locale, anche se per l'Asl è soprattutto il dato epidemiologico quello che conta: il fatto, cioè, che due casi distinti abbiano trovato il loro collegamento proprio nella pizzeria, tenendo conto che il prodotto ingerito è sempre e comunque diverso dal prodotto analizzato. Per i titolari della pizzeria, però, il collegamento tra le due intossicazioni è comunque da ricercare altrove: «È stato puntato il dito su un’attività che non c'entrava niente - dice Durante - gli effetti sulla clientela sono stati devastati. Quello che fa male è pensare a un locale costruito con 15 anni di lavoro e poi distrutto in meno di 5 minuti. Da parte nostra, però, siamo sempre stati sicuri di non aver mai dato niente che potesse nuocere alla salute».
Giacomo Pelfer
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