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Pontedera

Italtessil, via nove dipendenti e concordato in continuità

Italtessil, via nove dipendenti e concordato in continuità

È la seconda procedura in soli due anni a causa della crisi del mercato interno Rabbia per i ritardi nei pagamenti delle spettanze. L’azienda: «Dispiaciuti»

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PONTEDERA. Riduzione di personale e concordato in continuità all’Italtessil di Pontedera. Una difficoltà dovuta alla contrazione del mercato italiano, che ha provocato ritardi e problemi sui pagamenti dai clienti, oltre al rilevante investimento per il trasferimento dalla storica sede di via Roma, a fianco dell’ospedale a quella attuale, nella zona industriale di Gello. Da 34 dipendenti si è passati con due procedure di mobilità ai 14 che a oggi sono presenti nell’azienda della famiglia Marconcini.

E proprio il rapporto tra proprietà ed ex lavoratori ha creato un po’ di frizione tra le parti. «Avevamo raggiunto l’accordo per la liquidazione complessiva e rateizzata di stipendi arretrati, trattamento di fine rapporto e buonuscita - dicono lavoratori e lavoratrici - La prima scadenza doveva essere il 30 maggio, poi slittata al 10 giugno. Solo che il giorno precedente l’azienda ha presentato il concordato bloccando l’iter dei pagamenti. Non ce lo aspettavamo, dopo anni di collaborazione e condivisione delle sorti dell’azienda. Oltre al fatto di metterci in difficoltà economiche».

«Dispiace che le cose abbiamo preso questa piega - dice Simone Marconcini, uno degli amministratori delegati della Italtessil - Questa azienda ha sempre avuto un rapporto particolare con i suoi dipendenti. Ma siamo stati obbligati dagli eventi a prendere questa decisione difficile. La nostra intenzione, con questa manovra, è quella di mettere un punto a una situazione difficile e ripartire con una struttura più snella. Le commesse non ci mancano e vogliamo proseguire l’attività riequilibrando produzione e costi. E, malgrado tutto, uno dei nostri obiettivi resta quello di riassorbire il personale uscito dalla fabbrica in questi anni».

Nel 2014 la Italtessil raggiunse l’accordo con i sindacati per l’uscita in mobilità di nove dipendenti. Lo scorso maggio un’altra procedura per nove lavoratori. Una contrazione dolorosa, ma necessaria per provare a guardare al futuro con un po’ di ottimismo, in un contesto economico certamente non semplice. «È chiaro che quando un’azienda storica e importante come la Italtessil ci chiama per mandare a casa parte del personale non ci fa per niente piacere, anzi - dice Fabio Carmignani della Cgil - Ma siamo riusciti a gestire le criticità e a ridurre i danni. Anche se non è facile per un lavoratore o una lavoratrice rimanere senza impiego. In questo caso c’è l’intenzione dell’azienda di richiamare le persone uscite se le condizioni miglioreranno. Peccato per la questione relativa ai pagamenti delle spettanze, perché chi ha lavorato in questa ditta ha sempre fatto sacrifici pur di andare incontro alle necessità della proprietà. Speriamo che tutto si possa risolvere al meglio».

Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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