Sicurezza
iniziativa pro fondazione vertical
PONTEDERA. Il buio nella sala grande del Teatro Era di colpo si punteggia di tenui bagliori delle torce elettriche. «Questa è la luce della ricerca», dice una voce fuori campo. «Anche stasera,...
PONTEDERA. Il buio nella sala grande del Teatro Era di colpo si punteggia di tenui bagliori delle torce elettriche. «Questa è la luce della ricerca», dice una voce fuori campo. «Anche stasera, contribuiamo a tenerla accesa». Si accendono i riflettori: dodici bambine schierate sul proscenio. Spengono le torce, mostrano sorridenti le loro magliette festonate di loghi "Vertical", la fondazione che sostiene gli sforzi della ricerca contro le disabilità provocate da traumi al midollo spinale. "Una città con le ruote" è stata una serata in favore di "Vertical": tanti ospiti, voglia di allegria, di fare festa. Artefice dell’iniziativa Cinzia Chiarini, referente "Vertical" per la Toscana, pontederese, «fortemente dipendente da una carrozzina dal '94, l'anno dell'incidente». Marco Vincent, speaker storico di Radio Cuore: la voce fuori campo che ha acceso la serata era la sua. Eccolo in scena. Chiama subito Cinzia e Fabrizio Bartoccioni, presidente della Fondazione "Vertical", appena arrivato da Roma, la sua città.
Dopo i ringraziamenti, tra cui quelli ad Elena Cavallini di "Kalos", via col resto del programma. Che prosegue con un video di "Vertical" in cui il dottor Daniele Bottai, in rappresentanza dei tanti medici che lavorano sulle lesioni al midollo spinale, spiega lo stato dell'arte della ricerca. Poi, lo spettacolo dal vivo: le voci del tenore Maurizio Galleni e della soprano Carmen Masola, accompagnate al pianoforte da Pierpaolo Guerrini; l'intervento di David Mazzinghi, figlio del grande Sandro, campione del mondo di boxe; il talento di David Pratelli; l'intervista di Eugenio Leone a Stefano Mazzoleni, dell'Istituto di Biorobotica del Sant'Anna; il monologo teatrale di Francesco Conte; la delicata interpretazione che Giulia Romolini, attrice-regista-scenografa, ha affiancato alle parole che Ghandi scrisse sul senso della vita ("Prendi un sorriso, regalalo a chi non l'ha mai avuto…"); i balli degli allievi della scuola "Team Work" di Ponsacco. Ma sono i momenti di danza che portano in scena Nicoletta Tinti a raggiungere l'acme dell'emozione. 37 anni, alle spalle, un passato da atleta. Oggi è paraplegica. Ma la sua passione per la danza l'ha fatta muovere di nuovo. Lei ha inventato uno speciale attrezzo, un sostegno in metallo munito di ruote che la sostiene alla vita e le permette di ballare stando, di nuovo, in piedi. L'ha chiamato "Grim". Con lei, due amiche ballerine, Emma Iannotta e Silvia Bertoluzza. Ecco che tre creature lievi come piume volteggiano sulle note che Giancarlo Aquilini esegue al pianoforte. Suona solo con la mano sinistra, Giancarlo: la destra non può usarla; ma non importa, la sinistra, che si muove divinamente, basta e avanza.
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