Sicurezza
Fiamme nel santuario C’è l’ombra del dolo
Mistero sul rogo che ha distrutto una tovaglia ricamata da un artista L’allarme è stato dato da una donna che lavora nelle vicinanze del Chiesino
PONTEDERA. Negli anni Novanta un incendio provocò gravi danni alla struttura, obbligando a un’operazione di restauro di alcuni anni che permise di riaprire il santuario dedicato alla Madonna delle Querce al Chiesino. Ieri un altro rogo l’ha di nuovo messo a rischio, ma per fortuna la pronta segnalazione poco dopo l’una di una donna che lavora nella vicina Cft ha permesso a Riccardo Bertelli, che si occupa della piccola chiesa, d’intervenire e di spegnere le fiamme. Se la prima volta si trattò di un fatto accidentale, sull’episodio di ieri c’è l’ombra dell’atto doloso. I carabinieri, infatti, non lo escludono.
«Per fortuna sono stato avvertito in tempo - racconta lo stesso Bertelli - Quando sono arrivato dentro il santuario, ho visto il fumo e alcune fiamme che stavano bruciando una sorta di tovaglia ricamata e un vaso di plastica con dentro fiori in omaggio alla Madonna. Stavano prendendo fuoco anche alcuni abiti che i sacerdoti usano per la messa. In un primo momento ho chiamato anche i vigili del fuoco, ma poi sono riuscito a spegnere il principio d’incendio e non ce n’è stato più bisogno».
La chiesa risale al Settecento, si trova lungo la Tosco Romagnola e fa parte della parrocchia del Sacro Cuore di don Angelo Cuter. È un punto di riferimento per numerosi devoti che si fermano spesso a dire una preghiera rivolgendosi anche al quadro dedicato alla Madonna dipinto da Edo Torti per ben due volte sulla stessa tela. La prima in occasione dell’inaugurazione avvenuta tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta. La seconda dopo l’incendio degli anni Novanta, perché il quadrò venne danneggiato dal rogo, ma il pittore fece un altro quadro proprio sulla tela salvata dalle fiamme. Bertelli apre il santuario la mattina e lo chiude alle 16,30, ogni giorno.
«L’episodio degli anni Novanta - racconta lo stesso Riccardo Bertelli - fu causato da un corto circuito nella sagrestia. Nel corso del tempo ci sono stati vari furti di piccola entità, fino al 2010 quando vennero rubati arredamenti sacri, tra cui il crocifisso e addirittura le due campane. Poi questo principio d’incendio che potrebbe essere stato causato da qualcuno, ma non saprei davvero dire né il motivo e neppure come quello sconosciuto ha fatto, visto che non mi sono accorto assolutamente di niente».
Resta il fatto che, se fosse provato il dolo, si tratterebbe di un episodio davvero inquietante. (a.q.)
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