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Pontedera

Rimane grave uno dei due ustionati

Rimane grave uno dei due ustionati

Mattonai è in prognosi riservata, Billeri è stato dimesso. Al momento del rogo i due stavano travasando del carburante

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PALAIA. È in prognosi riservata al centro ustionati dell’ospedale Cisanello di Pisa, Umberto Mattonai, che è rimasto coinvolto nell’incendio dell’altra sera a Palaia. Le sue condizioni sono gravi, a causa delle bruciature di secondo grado sul 25% del corpo, ma il 50enne palaiese, dipendente della Geofor non è in pericolo di vita. È stato, invece, dimesso, l’altro ferito: Maurizio Billeri, 48 anni di Fucecchio.

Riparte dallo stato di salute dei due ustionati il giorno dopo la serata di paura vissuta dagli abitanti del centro di Palaia, in cui si trova il garage di proprietà della famiglia Mattonai dove i due stavano provando a riparare una perdita di carburante della vecchia auto cabriolet appartenente al 50enne.

Mentre tutti osservavano sconcertati i vigili del fuoco intenti a mettere in sicurezza la zona, poco dopo l’incendio, il sindaco di Palaia, Marco Gherardini, esprimeva il pensiero dei suoi compaesani: «L’importante ora è sapere come stanno Umberto e il suo amico Maurizio».

«Non ho parlato con mio zio, ma col suo amico Billeri - racconta Diego Sergianni, nipote di Mattonai - Mi ha raccontato che stavano travasando carburante da un contenitore a un altro quando è partita una fiamma che ha incendiato tutto. Mi ha detto anche che i telefoni cellulari erano lontani, così come non c’erano sigarette accese. Non sa spiegare come sia successo. Ma ha descritto attimi davvero drammatici».

Una fatalità, quindi, che i carabinieri della compagnia di San Miniato, competente per il territorio di Palaia, descrivono come «un fatto di natura colposa», escludendo il dolo e conseguenze penali per quello che è successo. La sensazione è che il fatto comunque grave avrebbe potuto avere conseguenze ancora peggiori, vista la vicinanza degli edifici nel centro del borgo e che le fiamme si sono propagate fino in mezzo alla strada. Addirittura l’auto di Billeri era parcheggiata davanti al garage, ma dall’altra parte della stretta via principale del paese, come racconta ancora Diego Sergianni: «Siamo riusciti a spostarla velocemente perché altrimenti sarebbe stato un disastro».

E a evitare che il fuoco facesse danni ulteriori ci ha pensato la struttura a volte del locale dove Mattonai e Billeri stavano cercando di sistemare la vecchia Opel Kadett bianca cabrio (non una Ford, come detto in un primo momento), auto «che Umberto aveva sistemato da poco e a cui voleva un bene dell’anima», dice un vicino. Grazie alle volte e alla finestra sul retro si è creato un effetto come in un forno, dove brucia il contenuto senza, però, che le fiamme si propaghino all’esterno. «Come ci hanno spiegato i vigili del fuoco durante il sopralluogo - riprende Sergianni - questo ha permesso che la terrazza sovrastante e il nostro appartamento a fianco non subissero danni. Infatti sono entrambi già agibili, a differenza del garage che, invece, ha subito le conseguenze peggiori».

Del panico vissuto da Palaia l’altra sera resta la porta aperta con le pareti esterne annerite e i resti dell’auto e della moto di Diego Sergianni completamente distrutte dal fuoco all’interno. Due signore passano davanti, buttano un occhio al nastro giallo dei vigili del fuoco e scuotono la testa. «Abbiamo rischiato davvero tanto», dicono andando a casa per preparare il pranzo.

Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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