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Pontedera

Ospedale, la Cr Volterra pronta a coprire i tagli

Il direttore generale della banca: «Abbiamo fatto la proposta alla Regione ma finora non abbiamo avuto risposte concrete, l’assessore si nega»

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VOLTERRA. «Stiamo aspettando da mesi ormai segnali concreti da parte della Regione per affrontare il tema dell’ospedale di Volterra. Ma ancora non ci sono stati incontri con l’assessore regionale alla sanità, Stefania Saccardi». Così Roberto Pepi, direttore generale della Cassa di risparmio di Volterra rispetto alla proposta avanzata dall’istituto di credito e dalla Fondazione di sostenere le spese per eventuali tagli a servizi per di cui si parla da tempo, ma di cui non si è ancora parlato concretamente. «Da parte nostra c’è massima disponibilità - riprende il direttore generale - Abbiamo fatto alcuni incontri con dirigenti della Regione, ma a parte questo non ci sono stati passi avanti per affrontare sul serio il futuro del nostro ospedale».

Il piano per salvare l’ospedale rientra in una strategia ben più ampia che sta ponendo la banca davanti a quello che ha fatto finora: sostenere il territorio. «Un obiettivo ancora più necessario in un momento delicato come quello attuale in cui i grandi gruppi bancari stanno attraversando una crisi profonda - dice ancora Pepi - Gli istituti come il nostro affrontano un ruolo difficile, perché il sostegno del Governo è quello che è, le normative europee sono sempre più stringenti e la crisi economica continua a mordere. Ma non possiamo rinunciare a dare una mano a quei territori, come Volterra, ma anche la provincia di Pisa, a cui apparteniamo».

Del resto, il compito della dirigenza di Cassa di risparmio di Volterra, in questa fase, è quello di agevolare un ricambio generazionale, uno snellimento dell’attività in linea con le nuove tecnologie e un controllo dei conti partendo dal passivo di bilancio di 11,2 milioni nel 2015. «L’attuale fase è delicata - dice ancora il direttore generale - ma la stiamo affrontando con la convinzione di riuscire a ottenere gli obiettivi che ci siamo prefissati. Abbassare l’età media dei dipendenti, ma anche razionalizzare e riorganizzare la presenza delle filiali. E poi abbiamo ideato un nuovo sistema di accoglienza e cura dei clienti con la nascita delle filiali con sportelli automatici, ma con consulenti ad hoc per la clientela retail. Oppure con la creazione del servizio Private dedicato a clienti con un’alta capacità di spesa con i quali dobbiamo avere un occhio di riguardo. Senza dimenticare, però, le varie anime della nostra banca come il commercianti per i quali abbiamo proposto un servizio di prestiti smart per un massimo di 20mila euro destinato a soci di Confcommercio di Pisa e Livorno».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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