Il Tirreno

Pontedera

Il parco “abbandonato” nel cuore della città

Il parco “abbandonato” nel cuore della città

Alla Montagnola tra rifiuti, erbacce e panchine traballanti

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PONTEDERA. Immaginate di presentarvi a una persona che, seppur con modi cordiali e gentili, vi porge una mano visibilmente sporca e sudaticcia. E, come se non bastasse, con “eleganza”, vi consegna un biglietto da visita ingiallito, stropicciato e appena leggibile. Potrebbe anche rivelarsi, in seguito, l’amico più fedele del pianeta, capace di tenere per sé qualsiasi segreto; ma di sicuro, al primo impatto, ha fatto una pessima figura.

Ora, immaginate Pontedera, con le sue aree ricche di cultura, le sue iniziative, la sua storia. E, purtroppo, il suo pessimo biglietto da visita. Che si materializza a due passi da corso Matteotti, nel più importante polmone verde del centro: il parco della Montagnola. Dalla parte opposta rispetto all'ingresso del giardino, negli spazi che portano sull'argine dell’Era, è possibile imbattersi in un'agghiacciante spettacolo di degrado. A terra, nei viottoli di cemento che conducono sulle sponde del corso d'acqua che ha dato il nome alla città, si incontrano escrementi umani, con tanto di fazzolettini di carta nelle vicinanze. E come se non bastasse, poco distanti, anche confezioni di siringhe. Fino a mercoledì mattina, giorno del nostro sopralluogo, il tutto era corredato da una vegetazione stile giungla, eliminata - solo casualmente- dagli operai comunali nella giornata di ieri. Peccato che, chi ha riportato il prato in condizioni accettabili, si sia scordato di rimuovere un televisore e una stufa, adagiati dietro un cespuglio, a pochi metri dal sottopassaggio, cosiddetto, "della Montagnola". Spostandosi all'interno del parco, le cose non vanno meglio: erbacce, giochi per bambini "mutilati", panchine traballanti, rifiuti. Stessa, indecorosa, scenografia anche nel giardino di via De Gasperi, frequentato giornalmente da decine di bambini, costretti a giocare tra ciuffi verdi che sfiorano le loro ginocchia. Non certo un modo di presentarsi degno di una città che tra le sue attrazioni ha anche, ad esempio, il Museo Piaggio e la biblioteca “Giovanni Gronchi”, punto di riferimento per la maggior parte degli studenti della Valdera. Un ritocco del look, e magari una bella pulita, non ti farebbero certo male, Pontedera.

Tommaso Silvi

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