Proteste
M3 presenta ricorso al Tar contro lo spostamento
L’azienda di Ponte a Egola contesta il regolamento urbanistico che classifica come non idonea l’area dove sorge. Il caso approda in consiglio comunale
PONTE A EGOLA. Trasferire la M3 da Ponte a Egola si annuncia più complicato del previsto. Il nodo da sciogliere sarà la legittimità o meno di quanto stabilito con il regolamento urbanistico 2015, nel quale l'area dell'azienda ex Icla è stata classificata come non idonea per un'impresa del genere. Una classificazione che non sembra essere piaciuta ai titolari della M3 che, per tutta risposta, hanno presentato ricorso al Tar. A renderlo noto è il sindaco di San Miniato Vittorio Gabbanini, precisando però di voler tenere fermo il punto.
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"Era previsto in un accordo con l'azienda - ricorda - che allo scadere di 5 anni l'impresa doveva essere trasferita. Ad ogni modo ci siamo già attivati per la delocalizzazione: in Regione c'è un ufficio apposito che se ne sta occupando". Sembra più vicina, invece, l'approvazione del nuovo piano di emergenza esterna atteso ormai da due anni. "Un piano ulteriormente migliorativo rispetto a quello di due anni fa", dice il sindaco, aggiungendo che tutti i dettagli saranno annunciati nel consiglio comunale di martedì 7 giugno alle 17. "Dai controlli - spiega - è stato accertato che lo stoccaggio del Tdi (l'idrocarburo sottoposto a legge Seveso), avviene in un solo punto all'interno dello stabilimento: quindi i cerchi rossi che si vedono nell’opuscolo informativo a questi punti si riducono ad uno soltanto. Ad ogni modo, sabato ho inviato una lettera di sollecito alla Regione e alla Prefettura perché chiuda al più presto una partita che è in ballo da due anni. Ho deciso di inviare queste lettera non perché abbia scoperto oggi il problema dell'ex Icla, ma perché le nostre funzioni in questo campo sono davvero limitate. In questi casi, i compiti che la legge ci affida sono il controllo dell'urbanizzazione, la partecipazione ai processi decisionali e l'informazione ai cittadini. Ed è quello che abbiamo fatto: da un lato inviando l'opuscolo alle famiglie che adesso dovrà essere rivisto e rifatto in base al nuovo piano di emergenza, e dall'altro con il nuovo regolamento urbanistico contro il quale M3 ha presentato ricorso al Tar. Noi siamo tenuti a garantire la salute dei cittadini ma anche a tutelare l'economia e il lavoro: mi stupisce sinceramente questo silenzio dei sindacati".
Al consiglio comunale approderà anche una mozione di Immagina San Miniato e Cinque Stelle, nella quale si chiede al sindaco di attivarsi per organizzare un'esercitazione pratica che simuli un incidente all'interno dell'azienda. "Lo scopo è l'attuazione del piano di emergenza previsto dalle autorità competenti in caso di incidente rilevante - si legge nella mozione - al fine di rendere consapevoli tutti i soggetti interessati degli idonei comportamenti da adottare".
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