Gioco
Fidanzati lasciano il lavoro per fare il giro del mondo
In poco più di dodici mesi hanno messo da parte i soldi necessari per stare fuori Prima tappa: Santiago de Compostela, «ma non è una scelta spirituale»
VICOPISANO. Partire e lasciarsi alle spalle ogni cosa, senza pensare al domani. In fondo quello di Marco Morani e Amalia Siragusa è un po’ il sogno di tutti. Ispirati dal film “Into the wild” e dal libro di Tiziano Terzani, “Un altro giro di giostra”, i due fidanzati hanno lasciato il lavoro per incamminarsi in un viaggio intorno al mondo. Con uno zaino e tanta voglia di esplorare i cinque continenti, la coppia ha deciso di iniziare una nuova vita. Marco, 35 anni, è di Vicopisano e a Pisa ha conosciuto Amalia, 38enne siciliana ma ormai da molti anni in Toscana. Entrambi lavoravano in una gelateria, ma nel 2014 si sono stancati di coni e coppette e hanno iniziato a programmare il loro viaggio. Così in poco più di 12 mesi hanno messo da parte i soldi necessari per stare fuori due anni. Il primo marzo sono partiti da Vicopisano, fissando come prima tappa Santiago de Compostela sulle orme dei pellegrini. Mentre li contattiamo al telefono si trovano in Francia a Navarrenx, a 100 km dal confine con la Spagna.
«Non è stata una scelta spirituale – spiegano Marco e Amalia – abbiamo deciso di metterci in cammino per spezzare la routine e capire cosa vogliamo davvero per il futuro, aprendoci a nuove prospettive».
Ancora non sanno se tra due anni torneranno in Italia o decideranno di fermarsi in un altro Paese. «Può succedere di tutto, per ora abbiamo organizzato solo il viaggio fino a Santiago, poi vorremmo scendere verso il Portogallo e attraversare l’Atlantico».
In tre mesi Marco e Amalia hanno percorso oltre 1.000 km da Vicopisano ai Pirenei, risalendo la via Francigena. Il loro entusiasmo si percepisce anche solo parlando per telefono.
«Vorremmo viaggiare soltanto piedi, o al massimo in autostop. Per ora abbiamo sempre trovato accoglienza in rifugi, ostelli e soprattutto presso molte famiglie. Stanchezza a parte, nei primi due mesi non abbiamo trovato difficoltà, ma sappiamo che arriveranno momenti difficili e prendiamo questi giorni come un allenamento».
Oltre a zaino, tenda, sacco a pelo e bastoncini da nordic walking, i due camminanti hanno anche un computer, fondamentale per tenere il loro diario di bordo.
«Abbiamo aperto una pagina Facebook, “Impronte Umane”, dove pubblichiamo tappe e foto del viaggio, connessione permettendo. È un modo per aggiornare genitori e amici sui nostri spostamenti, ma anche per trasmettere al mondo la nostra esperienza e magari stimolare chi ha intenzione di partire per un viaggio simile. Ma le motivazioni vanno trovate innanzitutto dentro noi stessi».
Lorenzo Lazzerini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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