Trasporti
Duello Antonelli-Ceccardi
Verso il ballottaggio tra il sindaco uscente e la candidata leghista
CASCINA. A notte inoltrata, a Cascina regna ancora un clima di grande incertezza. Poche le sezioni che sono state finora scrutinate (le operazioni vanno a rilento) e in nessuna il sindaco uscente Alessio Antonelli ha superato il 50% dei consensi: si è fermato poco sopra il 40, inseguito dalla leghista Susanna Ceccardi, con circa il 30%.
L’incognita, alle due della notte, è la seguente: ce la farà Antonelli, il candidato del centrosinistra, a essere confermato sindaco alla prima, oppure dovrà andare al ballottaggio?
Questa la domanda principale, altri scenari (al momento) non vengono contemplati sebbene - come ha detto ieri sera a urne ancora aperte il candidato Michele Parrini di Progetto Cascina - «sia impossibile fare previsioni: questo è un uovo di Pasqua».
«O bene bene, o male male», ha profetizzato nei giorni scorsi Luca Barbuti, attento analista di cose politiche pisane, nonché uomo della sinistra radicale. Lo diceva riferendosi appunto alle sorti del sindaco uscente, Antonelli, candidato in quota Pd, sostenuto da sei liste. Ebbene, al momento di mandare in stampa con il giornale, non sappiamo se ad Antonelli è andata bene o male. Ovvero se, con la conclusione dello scrutinio, la conferma sulla poltrona di primo cittadino è arrivata alla prima avendo lui superato il 50 per cento dei voti oppure no. Dei quattro Comuni pisani dove si è votato, Cascina è l'unico dove - dato che il numero degli abitanti supera i 15mila abitanti - è possibile (perché previsto dalla normativa) il ballottaggio. Ipotesi non peregrina a cui hanno puntato sia Susanna Ceccardi, la pasionaria della Lega Nord, consigliere comunale uscente, appoggiata da tutto il centrodestra, sia Marco Loconsole del Movimento 5 Stelle.
Dall’altra parte, c’è chi in questi giorni ha sempre sostenuto che gli elettori di Cascina, secondo comune della provincia che vanta una lunga e consolidata tradizione di centrosinistra, avrebbero votato secondo copione: nessuna sorpresa, nessun ribaltone.
Stamattina sapremo se Antonelli, cresciuto nella filiera della sinistra, uomo del Pd, non renziano, vicino al governatore Enrico Rossi, ha ottenuto la conferma. Se così fosse, sarebbe un successo arrivato dopo quello precedente ottenuto alle primarie di partito, quando il consigliere comunale Andrea Paganelli, uomo d'estrazione cattolica, oggi renziano doc, lo ha sfidato contestando apertamente le scelte compiute dall’amministrazione cascinese in carica.
In caso contrario - ovvero nell’ipotesi in cui il ballottaggio divenga certezza - Antonelli dovrà aspettare il 19 giugno - quando gli elettori saranno chiamati di nuovo alle urne - per vincere o dire addio al Comune.
La campagna elettorale a Cascina è stata dura. Nel senso che su Antonelli e la sua maggioranza sono piovuti numerosi attacchi, molti dei quali ben motivati, da tutti gli altri candidati. A parte l'avversaria storica Susanna Ceccardi e il grillino Loconsole, il primo cittadino uscente è stato contestato duramente anche da Michele Parrini, consigliere comunale proveniente dal Terzo Polo, che ha dato vita alla lista civica Progetto Cascina, e da Mario Minuti, candidato di Rifondazione Comunista. Dissesto idrogeologico, funzionamento della macchina comunale, vicende urbanistiche, ruolo di Cascina nell'area pisana, arrivo dei profughi alla Tinaia: questi i temi su cui lo scontro si è acceso. Ha pesato anche il fatto che Antonelli, nel corso del precedente mandato, abbia perso pezzi di maggioranza entrati in conflitto con lui.
Un dato da non sottovalutare è l’astensionismo: a Cascina ha votato il 55,55%, oltre sette punti in meno di cinque anni fa. In pratica, quasi un avente diritto su due non è andato a votare. C’è dunque da capire a chi ha portato vantaggi (e svantaggi) l’astensionismo. Per le valutazioni ci sarà tempo. E anche per analizzare il risultato avuto dal Movimento 5 Stelle, vera novità della campagna elettorale con un ingegnere come candidato, Claudio Loconsole, il quale si è fatto apprezzare per i toni pacati e la forza delle argomentazioni. I critici non si sono lasciati sfuggire il fatto che talora Loconsole sia apparso estraneo al contesto cascinese e alle logiche che gli sono proprie, sebbene lui non abbia mai fatto mistero di considerare questa sua caratteristica un vantaggio e non una debolezza. D’altro canto, qualcuno ipotizzava un ballottaggio Antonelli-Loconsole, immaginando un exploit del Movimento 5 Stelle come quello che si è visto a Livorno e in altre città.
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