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Pontedera

Mostra del mobile c’è un compratore

di Sabrina Chiellini
Mostra del mobile c’è un compratore

Cascina: accordo per vendere la nuova sede ormai chiusa

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CASCINA. È la fine di oltre 80 anni di storia. Non se n’è parlato più di tanto nelle ultime settimane per quello spirito di rassegnazione che aleggia tra gli artigiani e gli addetti ai lavori. Ma la Mostra del mobile di Cascina ha chiuso i battenti, ormai da più di un mese: i soci che hanno mantenuto all’interno i propri stand non ricevono più neppure su appuntamento. Addio al tradizionale spazio espositivo che doveva servire per presentare il prodotto dei mobilieri Cascina.

La nuova sede, quella costruita e inaugurata pochi anni fa lungo l’Arnaccio, è in vendita. Anzi, la cooperativa dei mobilieri ha già stretto un accordo con un probabile acquirente. Manca solo l’ufficialità, ma è questione di giorni. Così mentre nella vecchia sede della mostra, quella lungo la Tosco Romagnola, un’impresa edile di Pisa sta per realizzare un nuovo centro commerciale Conad, dopo tutte le peripezie del Consorzio Etruria che aveva acquistato questi spazi, anche quella nuova (costata alla fine quasi un milione di euro) sta per essere comprata da una società che opera nel settore del commercio, non dei mobili però.

Dopo il furto di metà febbraio, da 50mila euro, avvenuto all’interno del nuovo spazio espositivo, la strada per la chiusura è stata in discesa. Insomma, il trasloco lo hanno addirittura cominciato i ladri. Nei giorni successivi i soci della cooperativa, che già stavano per prendere altre decisioni, non si sono dimostrati interessati a cancellare i danni causati dai malviventi. Nei giorni successivi è stata smantellata l’insegna, nel silenzio generale. Porta chiusa e tanti saluti a quei clienti che ancora erano abituati a pensare che Cascina avesse ancora un polo espositivo del mobile.

«Ci siamo presi un momento di riflessione – aveva spiega a metà aprile Roberto Puccini, presidente della cooperativa dei mobilieri – Due soci ci hanno abbandonato. Se andremo avanti, lo faremo con una sede più piccola. Per ora abbiamo deciso di chiudere. Riceviamo solo su appuntamento».

Ora la decisione è irreversibile. Mostra in vendita e la speranza di ripartire da un’altra parte. C’è addirittura che vorrebbe che dalle ceneri dell’esposizione di Cascina ne nascesse un’altra, sempre di mobilieri cascinesi, ma a Perignano dove ci sono capannoni che un tempo ospitavano aziende del legno e oggi sono vuoti.

«Qualcuno pensa a questa ipotesi – dice Puccini – ma è tutto da vedere. Prima dobbiamo definire gli aspetti che riguardano la vendita della nuova sede. Credo ormai sia questione di poco tempo, speriamo di rientrare almeno in parte dell’investimento».

Puccini però spiega che la cooperativa non è stata messa in liquidazione: «Siamo rimasti pochi soci e non siamo più in grado di fare fronte alle spese di gestione degli spazi della Mostra. Anche se è stata una decisione non facile, quella della chiusura, alla fine siamo stati costretti a prenderla».

La Mostra, che nel periodo di massimo splendore ha avuto anche circa 100 soci e 300 stand, era diventata una realtà molto più contenuta già da diversi anni, con una consistenza di meno di 20 soci alla fine degli anni Novanta e che oggi sono scesi addirittura a sette.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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