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Ex Icla, Vallini all’attacco «Stop a inutili allarmismi»

Ex Icla, Vallini all’attacco «Stop a inutili allarmismi»

L’imprenditore risponde alle accuse mosse da alcuni cittadini alla M3 «In quarant’anni in quell’azienda non si è mai verificato un incendio»

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PONTE A EGOLA. Paolo Vallini sceglie di rompere il silenzio, per correggere quelle che definisce delle «inesattezze» e replicare ad «affermazioni gratuite - dice - che servono solo a creare allarmismo». Una scelta dettata soprattutto dalla Consulta di lunedì, e in particolare dall'intervento di Ilaria Brotini, la ragazza di via Nazario Sauro che aveva sollevato la questione dell'ex Icla, società di cui Vallini è legale rappresentante e che detiene la proprietà dello stabilimento oggi occupato dalla M3.

«L'intervento di Brotini era supportato dalla lettura di alcune pagine, quindi un intervento non a braccio - dice Vallini -. Eppure, allo scopo evidente di scaldare la platea, la signora ha parlato di radiazioni, tumori e possibili comportamenti delinquenziali. In particolare, quando si dice che "si fa l'assicurazione sull'incendio, si fissa la ditta per la bonifica e quattro giorni prima si dà fuoco", credo siano affermazioni gravissime che ledono la mia dignità. Allo stesso modo, le dichiarazioni secondo cui "in caso di incendio, le radiazioni sarebbero paragonabili a un disastro nucleare", così come quelle di chi ha parlato addirittura di Chernobyl, sono gratuite e servono solo a fare allarmismo».

«In questa azienda - prosegue Brotini - da oltre 40 anni non si verifica il benché minimo incidente. All'Icla hanno lavorato tante famiglie che abitano intorno all'azienda: se era la fabbrica dei veleni non ci sarebbero venuti. È evidente, invece, che l'attenzione degli enti preposti è stata assidua e costante, e che le indicazioni date sono state recepite e attuate dall'azienda (l'Icla prima e la M3 ora), altrimenti non sarebbe stato possibile continuare a lavorare. Occorre anche ricordare che la ditta M3 detiene una quantità di prodotto lavorato decisamente inferiore a quella tenuta dalla Icla quando produceva».

Da qui la replica anche sulla questione dei tumori: «Nel suo intervento Brotini ha parlato di tumori nella sua famiglia - attacca Vallini -. Allora avrebbe dovuto domandare a suo nonno perché venne a lavorare qui negli anni '80».

Sulla questione dell'amianto, invece, l'imprenditore sottolinea che «lo stato dei tetti è buono e che non disperdono fibre nell'aria. Alcuni tetti in eternit già stati sostituiti nel rispetto di un protocollo del 2011 con la Regione. I magazzini con tetti in amianto, invece, sono attualmente vuoti, e la possibilità di incidenti è nulla. È vero, come ha dichiarato qualcuno, che un cerchio su una mappa non mette al riparo da una possibile nube tossica, ma lo stesso vale anche per molte aziende non in Seveso, come dimostrato anche dal recente incendio alla vetreria Zignago e in altri casi avvenuti anche nel comune di San Miniato».(g.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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