Attenzione
Cassa di espansione: ora spunta un ricorso contro gli espropri
Procedimento d’urgenza al Tribunale civile di Pisa contro l’occupazione dei terreni dov’è prevista l’opera che dovrebbe risolvere in parte il problema degli allagamenti nel Cascinese
CASCINA. Della cassa di esondazione a San Casciano si è parlato per almeno cinque anni. Ora che siamo arrivati alla vigilia delle elezioni amministrative sono iniziati i lavori, stando a quanto il sindaco uscente, Alessio Antonelli, ha detto. «Finalmente sono partiti i lavori. Il "finalmente" in questo caso è d'obbligo. È stato un percorso in salita, irto di ostacoli burocratici. L'estremizzazione della burocrazia uccide l'efficienza. In questo caso, i tempi si sono allungati fino all'esasperazione, ma la nostra perseveranza ci ha condotto comunque al risultato. Questa è la prima cassa, la seconda, sulla quale stiamo già lavorando, sarà realizzata a Casciavola (zona nord via degli Ulivi)». Così Antonelli ha informato i cittadini.
Ma non è tutto rose e fiori, come potrebbe sembrare. E le ruspe potrebbero trovare altri intralci di carattere giudiziario. Alcuni proprietari dei terreni dove è prevista la realizzazione della cassa di esondazione a San Casciano hanno presentato un ricorso con procedura d’urgenza al tribunale di Pisa contro il Comune di Cascina per impedire ai tecnici della macrostruttura lavori pubblici e tutela ambientale del Comune di accedere ad alcuni terreni che serviranno per realizzare la cassa. In sostanza si contesta la procedura adottata per l’occupazione d’urgenza dei terreni e il Comune di appresta a resistere in giudizio ritenendo di avere fatto quello che era nella propria competenza. Un’altra doccia fredda dopo gli allagamenti del giorno della festa della Repubblica che hanno mandato su tutte le furie quei cittadini che da anni combattono per risolvere il problema. E al tempo stesso hanno alimentato un clima di scontro elettorale sempre più rovente tra i vari candidati. Curioso che dopo tutti questi anni l’amministrazione non sia riuscita a trovare un’intesa con i proprietari dei terreni interessati dall’opera pubblica.
Vale la pena ricordare che l’inizio dei lavori era previsto tra la fine del 2015 e l'inizio del 2016. Il 26 maggio scorso l’annuncio ufficiale dell’avvio primo lotto di lavori per la realizzazione della cassa di esondazione lungo il fosso della Mariana Schippisi a San Casciano.
Ma già il 12 maggio scorso la giunta comunale si apprestava a dare l’ok all’avvocato del Comune per resistere in giudizio contro i cittadini che si sono rivolti al tribunale civile di Pisa.
Un passo avanti e uno indietro, anche se di fatto i lavori possono procedere in attesa che il giudice si possa pronunciare.
Cascina di quest’opera ha bisogno per risolvere i problemi di sicurezza idraulica di una parte del territorio.
Sabrina Chiellini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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