Gioco
Morì al distretto sociosanitario, ma la causa rimane un mistero
Il figlio della vittima aspetta da mesi di conoscere l’esito dell’autopsia e le decisioni della Procura: «Dopo gli accertamenti fatti all’Istituto di medicina legale, non abbiamo saputo nulla»
BIENTINA. Dopo l’autopsia il silenzio totale da parte della Procura. Eppure sono trascorsi alcuni mesi dal giorno della morte di Ivano Masini, 71 anni, tappezziere, in pensione. Era il 24 novembre scorso. Masini era al distretto socio sanitario di Bientina per la pulizia del catetere venoso centrale (Picc). Un trattamento di routine, a cui si era sottoposto altre volte, compiuto in uno degli ambulatori della struttura dell’Asl.
Il Picc gli era stato applicato proprio per agevolare la somministrazione di farmaci, tipica situazione di cui necessitano pazienti che hanno bisogno di un uso frequente di medicinali.
All’ambulatorio lo aveva accompagnato la moglie, Michelina Di Bella, che poi lo aveva visto morire senza poter fare nulla per evitare il peggio. Masini si era sentito male durante il trattamento. Quella mattina ogni tentativo di rianimare l’uomo era risultato inutile.
[[atex:gelocal:il-tirreno:pontedera:cronaca:1.12515253:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pontedera/cronaca/2015/11/26/news/bientina-indagata-un-infermiera-per-la-morte-al-distretto-sanitario-1.12515253]]
La famiglia, fin dall’inizio, ha chiesto che si facesse luce sulla vicenda e sulle eventuali responsabilità nella morte del loro caro. È stata indagata per omicidio colposo una infermiera, ma dopo l’autopsia l’inchiesta si è arenata. Questa almeno è l’impressione che hanno i familiari della vittima.
«Sono trascorsi mesi e ancora non abbiamo notizie dell’esito dell’autopsia – dice il figlio, Francesco – Ci è stato notificato l’atto con cui veniva disposta l’autopsia e da quel momento non abbiamo saputo più nulla di come stanno procedendo le indagini. Da quello che abbiamo potuto sapere dai nostri avvocati, il medico legale che era stato incaricato dal pubblico ministero di effettuare l’autopsia non ha ancora consegnato i risultati della consulenza». I tempi indicati dal pm per questo accertamento sono stati ampiamente superati.
Una prima ricostruzione delle motivazioni che hanno causato la morte del pensionato, che era stata fornita dalla Asl pisana, parlava di «complicazioni dovute ai gravi problemi di salute da cui era affetto il pensionato».
Ed era stato detto che l’infermiera del distretto era stata indagata come atto dovuto.
L’inchiesta dovrà servire a completare la ricostruzione di quanto avvenuto nell’ambulatorio e accertare eventuali responsabilità.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
