Sicurezza
«Avete case belle, ora aggiornate il catasto»
Il Comune scrive ai proprietari. Lo scopo: recuperare le tasse
PONTEDERA. Cari cittadini, le vostre case sono troppo belle rispetto a quanto risulta al catasto. Pertanto dovete fare l’aggiornamento catastale e, di conseguenza, pagare i tributi adeguati alla nuova classificazione. È questa - in sintesi - la richiesta che hanno ricevuto in questi giorni alcuni pontederesi che vivono vicino al parco dei Salici. Una volta ricevuta la richiesta, c’è chi si è precipitato in Comune a chiedere informazioni. Anche perché la lettera - tecnicamente: “richiesta di presentazione atti di aggiornamento catastale in attuazione al disposto dall’articolo 1 comma 336 della legge 30.12.2004 n. 311 (Finanziaria 2005)” - impone di procedere entro 90 giorni dal ricevimento della comunicazione. E chi non lo fa? A quel punto provvederà d’ufficio l’Agenzia del Territorio all’aggiornamento con oneri a carico del cittadino. Nella lettera si parla anche di sanzioni in caso di inadempienza da parte del contribuente: da 258 a 2066 euro per omissione delle dichiarazioni relative all’iscrizione dei fabbricati nuovi nel catasto, applicabile anche nel caso di inottemperanza alle richieste di aggiornamento dei dati catastali; da 10,33 a 103,29 euro per gli atti “impeditivi” dell’accesso dei funzionari degli uffici tecnici erariali e dei componenti le commissioni censuarie alle proprietà private. Temono i cittadini che lo scopo delle lettere - anche se lì non è specificato - sia quello di variare la categoria catastale da A/7 ad A/1. In questo modo le case, che finora erano classificate come abitazioni in villini, saranno considerate abitazioni di tipo signorile e quindi non godranno più delle esenzioni fiscali previste dalle normative per le abitazioni principali.
Ci sono cittadini che vivono in quelle case dal 1978. Lo scopo sottinteso - protestano i contribuenti - è far cassa.
«Il cambio di categoria catastale sortirebbe il solo effetto di rendere tassabile l’immobile ai fini Imu-Tasi, anche se abitazione principale - osserva uno dei cittadini che ha ricevuto la missiva - Se riceverò la comunicazione dell’aggiornamento catastale fatto d’ufficio dall’Agenzia del Territorio, impugnerò il tutto davanti alla Commissione Tributaria».
«Mi piacerebbe - aggiunge - che gli interessati non stessero zitti, ma si organizzassero per contrastare, tutti insieme, tale irragionevole pretesa. Il Governo toglie, il Comune si riprende», dice il ragioniere Marco Martini, anche lui destinatario della lettera, come altri proprietari di immobili che vivono nella stessa zona.
L’assessore al bilancio, Marco Papiani, spiega che le lettere rientrano in un progetto, finanziato dalla Regione, per la lotta all’evasione dei tributi. Tuttavia getta acqua sul fuoco delle polemiche: «Non credo che alle lettere seguirà una richiesta vera e propria per ottenere il pagamento dell’Imu. Il progetto è sperimentale e si colloca nell’ottica della revisione delle rendite catastali. Hanno ricevuto la lettera i proprietari di immobili rispetto a cui sono state riscontrate situazioni da chiarire. Ma i contribuenti potranno farlo direttamente con l’Agenzia del Territorio».
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