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Abusi nell’ansa dell’Arno: una proposta per sanarli

Abusi nell’ansa dell’Arno: una proposta per sanarli

Il Comune ha contattato i proprietari, la vicenda al centro di un confronto con i cittadini al circolo di Pettori dove però il sindaco Antonelli non è andato

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PETTORI. Alla fine il sindaco uscente, Alessio Antonelli, non si è presentato al confronto organizzato dai vari schieramenti con i candidati a sindaco alle prossime amministrative, al circolo di Pettori.

L'argomento della serata era quello degli abusi edilizi riscontrati tardivamente dagli uffici comunali quando l'imprenditore e consigliere comunale Alberto Rocchi aveva costruito in via San Donato nell'ansa dell'Arno. Una storia vecchia di anni che, nonostante l'intervento di un pool di avvocati, i ricorsi al Tar e le proteste resta di non facile soluzione. Il clima di sfiducia che aleggia sulla vicenda si è respirato anche all'incontro a cui peraltro erano presenti molti addetti ai lavori, vale a dire i candidati alle ormai prossime elezioni del 5 giugno.

In ogni caso l'attuale amministrazione, consapevole del problema rimasto in un cassetto, nei giorni scorsi ha informato con una lettera gli avvocati dei cittadini coinvolti nella scomoda vicenda di come intende procedere.

Il Comune, stando a quanto gli avvocati hanno riferito alle famiglie interessate, ha preso l'iniziativa di convocare tutti i legali dei vari ricorrenti coinvolti nella vicenda di Badia ed è stata proposta una possibile via di uscita. Il Comune ha intenzione di risolvere le questioni esistenti con i ricorrenti mediante l'adozione di un atto, condiviso con i proprietari, e che è già in dirittura di arrivo per alcuni dei proprietari degli immobili di cui alla concessione edilizia n. 52 fabbricato A, atto "pilota", dal quale partire per trovare una soluzione anche alle altre tipologie di abuso, sia della concessione N. 52, che della concessione n. 29.

La vicenda più problematica, lo ammette il Comune ed è emerso anche nell'assemblea al circolo di Pettori, è quella delle mansarde. Di fatto sono abitate come se fossero case, continuano ad essere affittate alla luce del sole anche se non hanno i requisiti per poter essere usate con questa finalità, al massimo sono dei magazzini.

Il Tribunale amministrativo regionale, che ha sospeso nel merito il giudizio, ha rilevato che per gli immobili della concessione n. 52 il Comune ha calcolato un ingiustificato ammontare massimo della sanzione. Gli uffici dell’amministrazione hanno rivisto i valori delle sanzioni, pervenendo a una riduzione prossima al 50%, sempre secondo quanto i legali hanno spiegato ai cittadini. Chi volesse "sanare" l'abuso può pagare in 10 anni, con pagamento minimo di tremila euro.

Il Comune ha quindi chiesto il consenso dei ricorrenti a percorrere tale via, che poi procederebbe singolarmente con il legale e il tecnico dei singoli interessati, in quanto ogni immobile ha caratteristiche proprie.

La lettera ha innescato la reazione degli altri candidati alla carica di sindaco. I vari schieramenti - è stato detto - la ritengono una mossa elettorale a pochi giorni dalle urne e poi tutto resterà come negli ultimi otto anni. Nella proposta ci sarebbero anche soluzioni per consentire la commercializzazione di questi beni che al momento, visto gli abusi, non possono essere messi sul mercato.

Una proposta, quella del Comune, che potrebbe anche portare a un ipotesi di danno erariale, è stato detto dai candidati, a cominciare da Michele Parrini di Progetto Cascina, e poi non si risolve l'aspetto della legittimità urbanistica per le eventuali future vendite. Anche Mario Minuti, Claudio Loconsole e Susanna Ceccardi si sono impegnati a trovare una soluzione, che probabilmente è solo quella di attendere una sentenza del Tar.

Sabrina Chiellini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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