Italia
Un maxi incendio devasta magazzino
Le fiamme hanno attraversato circa mille metri quadrati di capannone distruggendo una gran quantità di materiali tessili
PERIGNANO. Le fiamme alte anche due metri hanno avvolto un capannone di circa mille metri quadrati nella zona industriale di Perignano, in via Toscana e quando gli operai di un’azienda confinante si sono resi conto di quello che stava succedendo era ormai troppo tardi. Lingue di fuoco avevano attraversato il pavimento, travolto e bruciato articoli da abbigliamento e tessuti. Il calore sprigionato ha fatto scoppiare i vetri delle finestre e provocato cedimenti nella copertura che è collassata mentre i vigili del fuoco, arrivati da più distaccamenti, erano ancora al lavoro. Il fuoco è divampato all’interno dell’immobile di proprietà della ditta "Arte ferro", di cui è contitolare Mauro Tempesti ed è attualmente affittato per essere utilizzo come deposito di tessuti per abbigliamento alle aziende "2M Prade srls" che ha sede legale a Certaldo di proprietà di Franchlin Rodriguez Neves, 24 anni di Certaldo e alla "Project 27 srls", che ha sede legale a Chiusdino e risulta di Patrizia Lombardo e Patrizia Stefanelli, entrambe di Cascina.
Cosa abbia innescato il rogo non è chiaro. E probabilmente, considerata la devastazione causata dal fuoco, non sarà nemmeno possibile arrivare a determinare una causa esatta. I danni, inizialmente stimati in oltre centomila euro, sono nettamente superiori considerato che è rimasto solo lo scheletro del capannone e che tutto quello che era all’interno è stato ridotto in cenere. La stima stilata dai carabinieri è destinata a salire.
Poco prima di mezzogiorno i dipendenti dell’azienda meccanica Et Srl Engineering & Technology hanno sentito uno strano odore, come se qualcuno non avesse spento una sigaretta. «Ci siamo guardati intorno – racconta una dipendente dell’azienda che conta 14 addetti – per cercare di capire cosa stesse succedendo e quando siamo usciti il fuoco e il fumo si vedevano già molto bene all’esterno». L’azienda si è poi fermata per precauzione, considerato il rischio di crolli che ha interessato il capannone andato a fuoco. Per consentire ai vigili del fuoco, intervenuti da Ponsacco, Cascina e Pisa e Lari, di lavorare in sicurezza la polizia locale è intervenuta per chiudere la viabilità di accesso al capannone. Le operazioni di bonifica si sono protratte per tutta la giornata. La merce andata a fuoco è di quelle facilmente infiammabili per cui non è stato semplice fermare le fiamme e riportare la situazione sotto controllo. Delle indagini sulle cause del rogo oltre ai vigili del fuoco si occupano i carabinieri intervenuti sia da Lari che dalla compagnia di Pontedera. Tra i primi ad intervenire anche il sindaco di Casciana Terme, Mirko Terreni, oltre ad alcuni tecnici del Comune, informati del maxi rogo che non dovrebbe avere creato conseguenze dal punto di vista ambientale anche se la colonna di fumo sprigionata dal fuoco si vedeva ad alcuni chilometri di distanza. Solo in serata l’intervento è stato considerato concluso, pur restando il rischio di nuovi focolai.
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