Sicurezza
Porti le monete in banca e paghi la commissione
Pontedera: un commerciante protesta contro la Cassa di risparmio di San MIniato
PONTEDERA. «Incredibile ma vero. Porti i soldi in banca e ti prendono le commissioni per contarli». Comincia così la lettera di Enrico Bimbi, un commerciante di La Rotta che solleva un problema poco conosciuto ai più: i soldi che le banche si prendono per contare le monete che si depositano nelle filiali e per individuare eventuali falsi. Una spesa in più che non ha fatto piacere al negoziante. Ma che, invece, a quanto pare, è una prassi per alcuni istituti di credito.
Bimbi racconta la sua esperienza nella filiale di La Rotta della Cassa di risparmio di San Miniato. «Alcuni giorni fa mi sono recato in banca per depositare contante - scrive - Dallo sportello mi avvertono che l’accredito dei miei 500 euro è salvo buon fine. Gli faccio notare che diligentemente avevo ottemperato alle disposizioni inserendo le 250 monete da 2 euro in 10 contenitori forniti dalla banca stessa. L’incolpevole cassiera mi risponde che devono controllare se ci sono falsi. Giusto, replico, perché anch’io controllo sempre i soldi che mi danno in negozio. Lei specifica che in effetti questa verifica viene fatta da una ditta esterna specializzata».
Secondo il commerciante la scelta della banca è giusta, visto che ogni azienda è libera di fare le sue verifiche come meglio crede. Però, quando si accorge che «i costi di questa operazione sono riversati sul cliente», si arrabbia: «Dopo una settimana mi è stato addebitato l’importo di 5 euro, in pratica ogni cento monete che hanno contato, ne hanno trattenuta una». L’uomo della strada si schiera a spada tratta con Enrico Bimbi. Ma, parlando con rappresentanti della Cassa di risparmio di San Miniato e di un altro istituto di credito si scopre che la gestione delle monete ha effettivamente costi per i clienti.
«Da sempre addebitiamo commissioni a chi ci porta monete - dicono dalla San Miniato - perché questa attività ha costi piuttosto alti ed è fondamentale per evitare che nel sistema vengano immessi falsi. E non è una consuetudine solo nostra, ma anche di altri istituti di credito. Se il cliente vuole confrontarsi con noi su questo aspetto siamo pronti a fornirgli le informazioni necessarie e a trovare soluzioni insieme. Ma questa di cui parla non è assolutamente una novità o una stranezza».
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