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assenti i rioni la nave e montecchio

Oltrarno vince la regata dopo le mille polemiche

di Andreas Quirici
Oltrarno vince la regata dopo le mille polemiche

Sembra Montecchio quella barca che ha tagliato per prima il traguardo della regata storica di Calcinaia numero 181. Ma non lo è. In realtà i colori sono gli stessi, il celeste, ma l'equipaggio non...

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Sembra Montecchio quella barca che ha tagliato per prima il traguardo della regata storica di Calcinaia numero 181. Ma non lo è. In realtà i colori sono gli stessi, il celeste, ma l'equipaggio non rappresenta il rione.

Montecchio non c’è, così come i verdi della Nave. Entrambi hanno deciso di non partecipare alla gara remiera organizzata ogni anno obbligando la deputazione di Santa Ubaldesca, la patrona di Calcinaia, a fare una scelta dolorosa, ma inevitabile: far disputare comunque la sfida per proseguire la lunghissima tradizione.

Oltrarno unico presente. L’unico rione presente è quello di Oltrarno, i rossi, che arrivano secondi alla regata, precedendo l’equipaggio verde, e vincendo di fatto la regata, vista l’assenza degli altri due rioni. Oltrarno si aggiudica, quindi, anche il trofeo di Santa Ubaldesca assegnato a chi vince la regata per tre volte.

Clima pesante. È stata una regata particolare, diversa dalle 180 edizioni precedenti. Un clima sui generis sferzato da un vento gelido che portava nubi scure minacciose, dopo la pioggia della mattina e il tempo perturbato del pomeriggio che aveva fatto temere l’annullamento. In realtà, invece, la gara c’è stata e, alla fine, gli animi erano distesi. «Bravi tutti», si sentiva dire spesso dalla sponda dell’Arno come a ringraziare chi aveva appena salvato la tradizione della regata in onore di Santa Ubaldesca.

Cultura dei rioni. Del resto, il rischio di saltare un anno c’è stato eccome. I rioni hanno cominciato a litigare mesi fa, quando in paese sono iniziati i preparativi per l’edizione 2016. Difficile entrare nelle maglie strette della cultura rionale. Quasi impossibile, quindi, riferire i motivi dettagliati di questa diatriba che ha tinteggiato di toni surreali l’appuntamento del weekend con le celebrazioni per Santa Ubaldesca. Di sicuro ci sono alcuni aspetti economici, ma anche di rappresentanza dei rioni all’interno della deputazione e qualche discussione per l’organizzazione complessiva, specie per la serata di sabato, che precede la regata della domenica, in cui alcuni rioni rivendicavano un maggiore impegno rispetto ad altri.

Caos calmo. Insomma, un caos molto agitato fino alla vigilia e che, apparentemente, si è poi rivelato abbastanza calmo nel momento della sfida a colpi di remi e subito dopo il termine della gara quando i partecipanti si sono ritrovati sulla spalletta del fiume, rigorosamente curata con un certosino taglio dell’erba da parte degli operai del Comune.

Quasi tutto come sempre. Sembrava la consueta regata storica, visto che le imbarcazioni avevano tutte e tre il simbolo della Croce di Malta, tanto cara alla santa. Ma anche dal punto di vista della partecipazione degli abitanti del paese ci sono state differenze col passato. In effetti non era molto folto il pubblico dell'argine dell'Arno dove, tradizionalmente, si radunano i tifosi dell'uno o dell'altro rione. Immancabili i banchi per la vendita della nozza, il dolce tipico di questa ricorrenza, la presenza di rappresentanti delle città europee gemelle di Calcinaia, così come le celebrazioni religiose per la santa (alle quali hanno, invece, partecipato tutti i rioni). E si è svolta anche la serata di sabato con la festa improntata al tema del fantasy con, a dire la verità, non molte persone.

Tradizione mantenuta. L'importante, però, è stato comunque proseguire una tradizione che solo le guerre sono riuscite a interrompere, come voluto dalla deputazione di Santa Ubaldesca. Sarebbe stata una vera beffa per una delle manifestazioni storiche più longeve della provincia di Pisa, di cui i calcinaioli vanno molto fieri. Più volte, gli organizzatori hanno ripetuto questo concetto, aggiungendo che per l’anno prossimo possa tornare l’armonia in paese e che si possa riprendere a parlare di regata storica con serenità.

I vogatori. L'equipaggio della barca rossa di Oltrarno era composto da Maurizio Pantani (timoniere), Lorenzo Nesti, Michele Bimbi, Matteo De Martino, Michele Ferretti, Andrea Scagnoli e Andrea Cavicchi. L'equipaggio celeste era formato da Silvia Meini (timoniere), Paolo Tamberi, Fabio Fiorentini, Alessio Falaschi, Alessandro Valeri, Simone Genovesi, Marcello La Marca. Sulla barca verde, invece, c'erano Francesca Cavicchi (timoniere), Alessio Balatresi, Filippo Bianchi, Marco Castelli, Alessio Toncelli, Federica Bertini, Nicola De Martino.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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