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Quest’anno partecipa anche l’Associazione Vignaioli

Quest’anno partecipa anche l’Associazione Vignaioli

SAN MINIATO. Quest'anno la manifestazione “Cantine Aperte” si è arricchita della partecipazione dell'Associazione Vignaioli di San Miniato, presenti con quattro interessanti realtà. Iniziamo con la...

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SAN MINIATO. Quest'anno la manifestazione “Cantine Aperte” si è arricchita della partecipazione dell'Associazione Vignaioli di San Miniato, presenti con quattro interessanti realtà. Iniziamo con la fattoria che per prima ha fatto scoprire le potenzialità enoiche in queste terre di tartufo.

Alla Scala c’è la Pietro Beconcini Agricola. I vini rossi di Leonardo Beconcini ed Eva Bellagamba sono un pilastro qualitativo del territorio. I risultati più recensiti di quest’azienda derivano da due uve: Sangiovese e Tempranillo. Quest'ultima varietà, da sempre presente nella tenuta Beconcini, rappresenta una unicità che gli appassionati possono approfondire degustando: Fresco di Nero (da bere freddo), Ixe (dal frutto goloso), Vigna alle Nicchie (da appassimento, una bomba di potenza). Per i cultori del Sangiovese vale il viaggio un assaggio del top Reciso, ottimi anche Maurleo e Vin Santo Caratello. La fattoria si fa bella con l'esposizione del pittore Lorenzo Niccolini di Castelfranco di Sotto. Golosa gastronomia con lo Street Food di chef Ivan e promette coinvolgimento il Fingerstyle Guitar di Lorenzo Niccolini.

A poca distanza troviamo la Tenuta di Cosimo Maria Masini. La bellezza naturalistica di quest'azienda è preservata dall'attuazione della pratica biodinamica che include la viticultura. Anche in vinificazione la chimica è bandita (ad eccezione, quando è necessario, di piccole dosi di solforosa) nel pieno rispetto di una filosofia che volge al naturale. Curiosità la presenza nella Tenuta del vitigno pressoché scomparso Sanforte, già coprotagonista nei vini Matilde e Sincero ma allo studio di sperimentazioni future. Da degustare inoltre Annik (da Chardonnay e Sauvignon), Dapnè (vino di rottura da Trebbiano), Nicole e Cosimo da Sangiovese, Vin Santo Fedardo. La qualità gastronomica sarà garantita da Paolo Parisi all'opera per pasta (5 euro) e grigliate (7 euro). Angolo dei formaggi. Mostra fotografica di Lucia Zullo. Musica e canti di tradizione.

Nei pressi della località La Serra troviamo Agrisole. Da alcuni anni quest’azienda si è fiondata su un progetto ambizioso di recupero e valorizzazione degli autoctoni che sta dando grandi soddisfazioni alla famiglia Caputo. Determinante l'apporto di Federico, fresco di studi di enologia e pieno di entusiasmo. Qui si punta tutto su terroir e vitigno, ecco perché molti vini sono monovarietali e portano in etichetta il nome dell'uva che gli da vita. Da non perdere: Trebbiano, Malvasia, Colorino, e Sangiovese. Completano la gamma gli ottimi blend Mafefa Bianco e Rosso, il Chianti e il Vin santo. Previste visite guidate in cantina ed in vigna. La rinomata macelleria Falaschi di San Miniato delizierà i palati degli enoturisti con le creazioni norcine.

Ci riavviciniamo verso Montopoli Val d'Arno per scoprire la Tenuta di Montalto. Azienda agrituristica dotata di ristorante vanta una piccola e valida produzione enologica. Particolarità di queste terre è la buona espressione dei vitigni bordolesi, in particolare del Merlot. Il vino Assedio ne è bella testimonianza monovarietale mentre nel Rosso Toscano 50/50 lo troviamo in simbiosi con l'autoctono Sangiovese. A sua volta il Sangiovese è protagonista del Chianti e di una curiosa vinificazione in bianco. (e.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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