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Al Canapisa erano in quattromila

Al Canapisa erano in quattromila

Un lungo corteo antiproibizionista dalla stazione al quartiere Don Bosco: «Basta criminalizzare chi fa uso di droghe»

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PISA. Circa quattromila persone hanno sfilato ieri nelle vie della città da piazza della stazione a via Canavari, per la sedicesima edizione di Canapisa.

La manifestazione, promossa dall'Osservatorio antiproibizionista, ha attirato a Pisa tanti giovani provenienti da tutta la regione e non solo. Molti di loro hanno atteso l'inizio della street parade all'ombra dei palazzi di piazza Vittorio Emanuele, viale Bonaini e largo Padri della Costituzione. C’erano studenti delle scuole superiori, anche del primo e secondo anno.

Fin dall'inizio si ha l'impressione che l'età media dei partecipanti si sia abbassata rispetto al 2015. Sotto i portici si beve (birra e superalcolici) e si fumano sigarette ma non solo: chi ne è sprovvisto acquista hashish e marijuana sul posto. Sono almeno cinque i nordafricani che la vendono e non fanno molta fatica a trovare gli acquirenti.

Verso le 15 i primi camion del corteo arrivano in piazza della stazione e con loro arriva un fiume di gente. Ogni camion ha delle decorazioni in tema con l'iniziativa e "spara" un genere di musica diverso: reggae, house, elettronica.

«Direi che la manifestazione è più che riuscita, nonostante i proclami “terroristici” delle scorse settimane e le polemiche strumentali - commenta Alberto Mari, uno dei promotori -. Difendiamo il sacrosanto diritto di manifestare, Canapisa non ha mai creato problemi alla città. Anzi, abbiamo sentito alcuni esercenti che si sono detti felici di vedere tanti giovani manifestare. Per una volta si fa festa, non vedo cosa ci sia di male».

«Mi hanno detto che per la Luminara di San Ranieri la città diventa molto, molto peggio - aggiunge Mari - Siamo l'unico corteo che pulisce dove passa. Forniamo continuamente informazioni sulle sostanze, facciamo delle analisi su alcune di esse e promuoviamo attività per la riduzione del danno. Tutte cose che il Comune non fa. La fideiussione che ci era stata chiesta era solo un tentativo di bloccarci. Non abbiamo mai causato danni».

Canapisa chiede da anni la legalizzazione delle droghe leggere. «Basta criminalizzare chi fa uso di droghe», «No al monopolio della canapa» e «Sì ad un uso consapevole», sono solo alcuni degli slogan urlati nel corso della parade. Il corteo parte alle 17.30 da piazza della stazione, direzione viale Bonaini e piazza Guerrazzi.

La marcia si ferma per qualche minuto tra piazza Guerrazzi e piazza don Minzoni. Una breve sosta per sdraiarsi sul prato, rifocillarsi, bere un cocktail preparato sul momento e fumare erba. Spunta una banconota da 50 euro: in cambio un giovane ottiene una bustina con delle pasticche. Nel verde adiacente al Giardino Scotto c'è chi si riposa e chi aspetta il proprio turno per andare ad urinare vicino alla cinta muraria. Il corteo prosegue su Lungarno Fibonacci: ci sono giocolieri, clown. La festa continua fino al Don Bosco.

Sharon Braithwaite

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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