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Il pastificio Martelli spegne novanta candeline: ecco la storia di un'eccellenza toscana
Cerimonia nel cortile del castello di Lari per un’azienda che esporta in tutto il mondo ed è diventata anche un’attrazione turistica
LARI. La carta gialla per le confezioni della pasta è parte integrante di un brand conosciuto un po’ in tutto il mondo. Il pastificio Martelli di Lari, il cui laboratorio è all’ombra del castello dei Vicari, compie 90 anni, ma la sua storia comincia prima del 1926.
Domani alle 17.30 il sindaco Mirko Terreni, nel suggestivo cortile del castello, consegnerà alla famiglia Martelli una targa per il 90° anniversario. Nell’invito che la famiglia ha inviato a clienti e amici la storia di un marchio di qualità della nostra terra.
Già dalla fine del XIX secolo erano attivi in Via San Martino (oggi rinominata Via dei Pastifici e che domani sarà intitolata ufficialmente) il Pastificio Meini, che aveva sede nell'attuale biblioteca comunale, e il Pastificio Catelani. La loro produzione era destinata ad un mercato molto ristretto, paesano o poco più.
I giovani Guido e Gastone Martelli, rimasti orfani di padre da piccoli, erano operai del Pastificio Catelani e già si adoperavano per mantenere la madre Energinda e il fratellino Pietro. Fu nel 1926 che i coniugi Catelani, che non avevano figli e sentivano avvicinarsi la vecchiaia, proposero ai due fratelli Martelli di rilevare l’attività.
Nonostante le preoccupazioni finanziarie, i due ne furono onorati, e da quell'anno - raccontano oggi gli attuali proprietari - diventarono i titolari del pastificio in cui erano praticamente cresciuti. Grazie al supporto delle mogli Beppina e Dina, si rimboccarono le maniche e si tuffarono nell'avventura. La svolta avvenne però negli anni '60: la nuova legge sulla pasta introduceva l'utilizzo di solo grano duro e l'obbligo di confezionamento, e questo mise in crisi moltissimi pastifici (basti pensare che allora si contavano 2000 stabilimenti e oggi siamo a meno di 100).
Ma i fratelli Mario e Dino, con le mogli Valeria e Lucia, sui quali pesavano allora le sorti dell'azienda, non si lasciano scoraggiare. E sfidano l'incertezza di industrie e mercati con un'intuizione non così scontata come può sembrare: puntare tutto sulla qualità e sul sistema tradizionale di lavorazione. Nasce così la famosa confezione gialla. E cresce da allora l'apprezzamento della pasta Martelli in Italia e nel mondo. Siamo adesso giunti ai nostri "primi" novanta anni e alla terza generazione.
«Guardiamo con fiducia al futuro, coscienti e onorati di portare alto il nome di Lari. Vogliamo ringraziare tutti coloro che con la loro fiducia ci hanno permesso di arrivare sin qui: i nostri estimatori in primis, e poi i nostri rivenditori italiani, gli importatori esteri e i fornitori», spiegano i Martelli. Il pastificio è meta ogni anno delle visite di centinaia di turisti-clienti che arrivano da vari paesi del mondo. Ormai è diventata quasi un’abitudine: dopo ogni visita c’è l’immancabile foto da pubblicare su Facebook e condividere con gli amici.
Il pastificio situato vicino al castello di Lari è presente ai principali eventi destinati alla gastronomia e, in occasione di Expo 2015, la boutique milanese Patrizia Pepe ha scelto di indossare il tricolore, dedicando le proprie vetrine alla bandiera italiana. Ha puntato tutto sul prodotto locale, che richiama le atmosfere di una tipica cucina toscana dove i colori dominanti sono il verde, il bianco e il rosso. Tra i prodotti scelti dalla stilista fiorentina c’era la pasta Martelli.
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