Il Tirreno

Pontedera

Folla per l’addio alla barista di 37 anni

Folla per l’addio alla barista di 37 anni

Pontedera si è stretta intorno ai familiari di Linda Baglioni, travolta da un’auto la notte di domenica

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PONTEDERA. «Fate due regali a Linda, pregate per lei e fate opere di bene». Il ricordo di Linda Baglioni, la barista di 37 anni ancora da compiere, morta in seguito ad un incidente avvenuto davanti al suo bar, era negli occhi delle centinaia di persone che ieri si sono ritrovate nella chiesa del Romito per darle l’ultimo saluto. Troppo piccola per accogliere così tante persone che hanno voluto unirsi al dolore dei genitori e della sorella, straziati dall’improvvisa morte di Linda.

All’omelia il parroco, andando a cercare tra i ricordi del passato, ha invitato a cercare conforto nella fede, che sola può dare una risposta alle tante domande che inevitabilmente restano di fronte a una vita spezzata. Applausi per la vittima dell’incidente stradale in cui è rimasto coinvolto un giovane di 19 anni, residente a Montecalvoli. Lo studente era alla guida della Punto che ha travolto la donna, in via Vittorio Veneto, ed è stato trovato positivo ai cannabinoidi, tanto che ora è indagato per omicidio stradale.

«Me l’hanno ammazzata», è stato il grido del padre, distrutto dal dolore, alla fine della messa quando la bara era già pronta a partire per il cimitero. Il dolore di una famiglia che non si dà pace e alla quale il parroco si è rivolto con parole di vicinanza. «E’ innaturale sopravvivere ai figli, è un dolore che non si riesce a descrivere, che può essere superato con l’amore e la fede», ha detto il sacerdote pensando con dolore che lui Linda l’aveva battezzata e ora si è trovato nella condizione di celebrare il suo funerale. Il Romito si è fermato per dare l’ultimo saluto a Linda, un lungo applauso ha accompagnato la bara di Linda all’uscita della chiesa. Alle esequie erano presenti anche il sindaco Simone Millozzi insieme all’assessore Franconi. Oltre a tanti clienti, che in questi giorni hanno riempito di mazzi di fiori l’ingresso del bar di Linda in via Veneto, dove è stato affisso anche un manifesto funebre. «Non doveva andare in questo modo», si dispera un’amica.

La generosità era un aspetto del carattere della giovane donna. Ed è per questo che agli amici durante il funerale è stato chiesto di ricordarla non solo portando fiori al cimitero ma anche con l’impegno per gli altri. Sulla bara la sciarpa degli ultras del Pontedera e una maglia della squadra di calcio femminile, l’Ulivetese, nella quale alcuni anni fa Linda aveva militato.

E dopo il funerale sul gruppo Facebook Sei di Pontedera se gli amici e i clienti del bar Linda hanno deciso di ritrovarsi nella notte davanti all’attività della loro amica scomparsa in tragiche circostanze «per un brindisi comune. L’invito è libero e silenzioso - questo il post - e in pace. Ognuno porta da bere quello che vuole. Ciao Linda».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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