Italia
«Non ricordo proprio nulla»
Parla il giovane uscito vivo dall’auto in fiamme e ritrovato dopo ore
CASCINE DI BUTI. «Non ricordo proprio nulla, penso di avere avuto un colpo di sonno. Dell’incidente non ho ricordi. Forse ero solo, il mio amico con il quale avevo trascorso la serata a Pisa abita a San Giuliano. È andata così...». Ha poca voglia di parlare Nakia Casavecchia, 30 anni, di Cascine di Buti. Lo incontriamo nel primo pomeriggio in casa insieme al padre Massimo, 59 anni, svegliato all’alba dai carabinieri di Buti che gli hanno comunicato una brutta notizia: la Panda a lui intestata e guidata dal figlio trentenne era andata completamente distrutta in un incendio e del giovane uomo non c’era alcuna traccia. Una situazione alquanto strana. Così almeno hanno pensato i soccorritori, stando alle prime testimonianze raccolte e soprattutto dopo avere visto il volo che l’utilitaria aveva fatto.
L’imbarazzo che si legge nello sguardo di padre e figlio la dice lunga. Il padre, infatti, ha partecipato alle ricerche di Nakia, si è disperato e poi è tornato a casa dopo almeno tre ore da quando aveva saputo dell’incidente.
Al rientro il mistero del rogo e del conducente “volatilizzato” si è risolto. Il figlio, infatti, era nel letto. Dormiva, stando al racconto che i due hanno fornito ai carabinieri.
«Quando la prima volta mi hanno svegliato Nakia non era in casa – racconta il genitore – Dopo le prime ricerche ho lasciato a Fornacette mia moglie e sono tornato a casa a prendere il nostro cane. Volevo portarlo sul luogo dell’incidente, ma ho trovato mio figlio. Ne sono stato contento anche se non era facile capire la situazione. Gli ho chiesto spiegazioni e poi ho informato i carabinieri».
Perché dopo le prime inutili ricerche dell’uomo - i vigili del fuoco hanno fatto intervenire anche l’unità cinofila pensando che l’uomo fosse stato sbalzato dalla vettura - la Panda era stata sequestrata, arrivando a ipotizzare persino accertamenti più approfonditi per stabilire le cause dell’incidente. Nessuno poteva immaginare che di lì a poco ci sarebbe stato un colpo di scena che naturalmente ha fatto tirare un sospiro di sollievo ai familiari come ai soccorritori. Prima di salutare il padre disperato, i carabinieri lo avevano invitato a mettersi in contatto con loro nel caso il figlio avesse inviato messaggi o telefonato. Per cui l’uomo ha subito informato i militari di Cascina, che erano intervenuti per i rilievi dell’incidente. Poco dopo l’uomo era in caserma e cercava di chiarire il mistero anche se il suo racconto ha molte zone d’ombra, che restano da chiarire, perché lui sostiene di non ricordare assolutamente nulla dell’incidente.
«Ho salutato il mio amico – dice sotto lo sguardo del padre – e poi mi ricordo solo di essermi svegliato a casa». Del terribile impatto contro il guard-rail del cavalcavia a Fornacette l’uomo non ha memoria. Così come del volo dell’auto andata fuori strada.
In ogni caso i carabinieri lo hanno fatto accompagnare al pronto soccorso dell’ospedale di Cisanello dove l’automobilista si è rifiutato - è un suo diritto - di sottoporsi agli accertamenti per stabilire le condizioni psicofisiche al momento dell’incidente. I sanitari hanno escluso che nell’urto avesse riportato gravi ferite. Ha quindi firmato per essere dimesso dall’ospedale. Tant’è che alle 13 era già di rientro a Buti.
I carabinieri hanno invitato l’amico, quello residente a San Giuliano Terme, a presentarsi in caserma per mettere insieme ulteriori tasselli di una storia, diciamo, anomala. Ieri però l’amico non si è presentato. Nell’incidente non ci sono stati feriti e terze persone coinvolte, per cui la vicenda potrebbe anche chiudersi così, con un grande spavento e una serie di domande destinate a restare senza risposta. L’uomo, infatti, anche ieri pomeriggio continuava a non ricordare, non sapeva dire come è arrivato da Fornacette a Cascine di Buti. Forse qualcuno lo ha accompagnato. Ma per i soccorritori la domanda delle domande resta ancora legata a come abbia fatto a uscire senza un graffio dalla vettura che dopo essere andata giù dal cavalcavia si è anche ribaltata.
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