Italia
Industria del mobile: ricette per il rilancio
CASCINA. Il dibattito pubblico promosso dalla redazione di Pontedera del “Tirreno” ha sondato l'idea di governo proposta dai cinque candidati a sindaco di Cascina. Sui temi trattati nessuno si è...
CASCINA. Il dibattito pubblico promosso dalla redazione di Pontedera del “Tirreno” ha sondato l'idea di governo proposta dai cinque candidati a sindaco di Cascina.
Sui temi trattati nessuno si è tirato indietro e ha detto la propria. Molto distanti le posizioni sull'economia, sulle cose da fare nei primi 100 giorni di governo, sull'efficienza amministrativa, sull'opera pubblica più importante da realizzare.
Stessa cosa sulla possibilità o meno di rilanciare l'industria mobiliera, fiore all’occhiello dell'economia cascinese per un centinaio d'anni, ormai entrata in crisi irreversibile.
Diverse le ricette paventate dai candidati a sindaco, con qualche polemica nei confronti delle vecchie amministrazioni e sulle scelte fatte dal sindaco uscente Alessio Antonelli.
Abbastanza lapidaria la capolista de La Sinistra e i Comunisti Monica Di Ruscio: «Una soluzione va trovata - spiega - magari pensando ad una politica d'incentivi da destinare alle aziende e agli artigiani».
Susanna Ceccardi, candidata della coalizione di centrodestra, ha un'altra proposta. «Partendo dal fatto che Cascina è l'ex città del mobile - afferma - abbiamo messo in programma l'apertura di un Museo del Mobile, pensato per non disperdere e allo stesso tempo valorizzare la nostra storia».
Crede impossibile la riapertura delle botteghe artigiane Michele Parrini, di Progetto Cascina. «In passato - dice - sono state fatte scelte sbagliate su questo tema. Un errore vendere la vecchia Mostra del Mobilio e la sua riapertura sull'Arnaccio, in una zona fuori mano e difficile da trovare». La soluzione per non disperdere il patrimonio di conoscenze e storia potrebbe arrivare in altro modo: «Il Comune - continua - potrebbe incaricarsi di riprendere i fondi commerciali sfitti in corso e destinarli ai giovani. Non solo si rianimerebbe il centro, ma si creerebbero nuovi centri di aggregazione giovanile. Altra soluzione sarebbe il rilancio della ex Scuola d'arte ormai diventata Liceo Artistico, dove magari non si fanno mobili, ma si continua a lavorare il legno e a formare giovani designer. Ecco, perché non trovare un accordo e dare a questi ragazzi l'opportunità di mettersi in evidenza in questi fondi?».
Claudio Loconsole del Movimento Cinque Stelle pensa a un'altra ricetta. «Nel mondo della globalizzazione - spiega - è necessaria la differenziazione del prodotto rispetto alle grandi catene. Bisogna puntare su qualità e innovazione. In questo senso penso alla produzione mobiliera per navi e yacht».
In chiusura la parola passa ad Alessio Antonelli, che ricorda alla platea la presenza a Cascina di alcune aziende di livello internazionale: «Dobbiamo ripartire da ciò che c'è - afferma il sindaco uscente sostenuto dalla coalizione di centro sinistra - come alcune eccellenze del nostro territorio. La soluzione potrebbe essere il lancio di una scuola di scenografia teatrale, da insediare qua presso il terzo lotto del Politeama». (c.p.)
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