Il Tirreno

Pontedera

Se ti paghi i lavori hai l’alloggio popolare

Se ti paghi i lavori hai l’alloggio popolare

Alcune famiglie hanno già utilizzato questa possibilità

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PONTEDERA. Si chiama “autorecupero” la formula che può creare una mini-rivoluzione in fatto di assegnazione degli alloggi popolari a disposizione delle famiglie a basso reddito. Questo sistema è frutto dell’articolo 16 bis della legge regionale 41 del 2015 e del regolamento attuativo del Livello ottimale di esercizio (Lode) della provincia di Pisa.

Lavori in proprio. Il concetto base è quello di offrire la possibilità a chi ha una buona posizione nelle graduatorie dei bandi di Edilizia residenziale pubblica (Erp) di effettuare lavori di ristrutturazione delle case sfitte, ma che non sono agibili proprio per la necessità d’interventi le cui spese non possono essere sostenute dagli enti pubblici. L’inquilino, di fatto, anticipa la somma utile per la manutenzione (fino a un massimo di cinquemila euro) e poi ha diritto ad abitare nell’appartamento e a non pagare l’affitto per il periodo equivalente alla cifra spesa per i lavori. Il tutto a seguito di un accordo con l’Azienda pisana edilizia sociale (Apes) e la completa fatturazione dei costi sostenuti.

Le case sfitte. Nella zona di Pontedera si sono verificati già due casi di attuazione della nuova normativa. «A Pisa l’hanno messa in pratica in otto», aggiunge Virgilio Barachini, leader dell’Unione inquilini. Un metodo che bypassa le difficoltà economiche degli enti che non possono effettuare le manutenzioni. Una situazione abbastanza paradossale che ha portato a un buon numero di abitazioni sfitte proprio perché non ci sono soldi per le manutenzioni. Secondo i dati forniti dall’Unione inquilini aggiornati allo scorso 30 aprile, a Pontedera sono addirittura 27 gli appartamenti senza inquilini per la mancata agibilità. A Buti quattro; tre rispettivamente a Bientina, Casciana Terme Lari e Terricciola, due a Palaia, Peccioli, Lajatico e Chianni, uno a testa, invece, a Ponsacco e Calcinaia. L’unico comune che non ha case sfitte è Capannoli. «In realtà sono molti di più - spiega Barachini - perché di alcuni assegnatari, che sono deceduti o anziani che si trovano negli ospizi, gli eredi non hanno riconsegnato le chiavi per ottenere l'alloggio in proprietà o perché abitato senza titolo da amici o parenti».

La situazione sfratti. Occupare tutti gli alloggi a disposizione servirebbe per ridurre un po’ il disagio abitativo anche alla luce dei dati relativi agli sfratti che nel 95% dei casi sono dovuti a morosità incolpevole, per via della perdita di lavoro da parte degli adulti di un nucleo familiare. Il numero che risulta all’Unione inquilini è notevole, «anche se non è semplice fare un preciso rendiconto - riprende Barachini - Dobbiamo affidarci alle domande di contributo per la sanatoria della morosità incolpevole presentare nel 2015». In base a questo calcolo, a Pontedera sono state presentate 39 domande, a Ponsacco 12, a Capannoli 5, a Buti e Casciana Terme Lari due e uno a testa a Palaia, Bientina, Peccioli, mentre due non sono state identificate. In totale, per la Valdera, sono 65, ma come spiegato anche dall’assessore al sociale di Pontedera, Marco Cecchi, i numeri non sono precisi: «A noi risulta che nel 2015 a Pontedera ci sono stati 40 sfratti, nella metà dei casi siamo riusciti ad aiutare le famiglie con i fondi della Regione. I venti nuclei rimanenti e la decina di altre domande che ci sono arrivate dall’inizio del 2016 fanno una trentina di casi che dobbiamo risolvere».

Andreas Quirici

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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