Il Tirreno

Pontedera

Ricevevano dall’Inps l’assegno sociale senza averne diritto

Ricevevano dall’Inps l’assegno sociale senza averne diritto

Devono restituire i soldi due pensionati di Pontedera e Calcinaia che vivono in Argentina e sono stati controllati dalla Finanza

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PONTEDERA. Ci sono anche due persone residenti in Valdera, una a Pontedera e l’altra a Calcinaia, tra le oltre 500 finite nei guai, residenti in maniera fittizia in Italia, per aver percepito in modo indebito l’assegno sociale erogato dall’ente previdenziale. Un danno allo Stato di oltre 16,5 milioni di euro. Un’ingente operazione investigativa denominata Italians Out, che ha interessato 19 regioni e 81 province: questi i numeri della maxi truffa all’Inps scoperta dalla Guardia di Finanza.

Anche i finanzieri di Pontedera sono andati alla ricerca di persone che riscuotono l’assegno sociale senza averne diritto. Entrambi vivono stabilmente in Argentina anche se hanno dichiarato di essere residenti in Italia. Perderanno dunque questo diritto, più di 650 euro mensili. I due pensionati pisani non sono stati indagati in quanto avevano percepito da poco la pensione e la somma accumulata non era tale da fare scattare anche conseguenze penali. Ma riceveranno una sanzione pecuniaria, in quanto nei loro confronti è stato iniziato l’iter amministrativo previsto in questi casi.

L’indagine, frutto della collaborazione tra le Fiamme Gialle e l’Istituto di previdenza, era finalizzata a prevenire e reprimere le violazioni economico-finanziarie nel comparto della previdenza e dell’assistenza. In particolare, il Nucleo speciale spesa pubblica e repressione frodi comunitarie della Gdf ha sviluppato, sulla base dei dati forniti dall’Inps, un’analisi di rischio e coordinato una complessa attività investigativa, denominata appunto Italians Out, che ha portato all’individuazione ed interruzione di un diffuso sistema di percezione indebita della pensione sociale: 511, allora, i casi irregolari individuati. L’attività è stata condotta sull’intero territorio nazionale ed ha permesso di scovare centinaia di cittadini italiani che, dopo aver ottenuto l’assegno sociale, si erano trasferiti all’estero non rispettando pertanto il requisito essenziale della stabile residenza e continuando a riscuotere illecitamente il contributo attraverso l’accredito su conto corrente oppure tornando, saltuariamente, in Italia al solo scopo di ritirare le somme – non dovute e ottenute in maniera fraudolenta – allo sportello. In più di 500 sono stati denunciati per truffa nell’ambito dei controlli eseguiti su scala nazionale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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